Gli Stati Uniti d’America rappresentano in questo momento un’opportunita’ per esportare e vendere macchine industriali, macchinari, impiantistica industriale, motori, pompe e beni industriali


Gli Stati Uniti sono in piena ripresa economica e stanno ricostruendo e ampliando la base produttiva dopo gli anni della crisi. E’ il momento giusto per esportare macchine e beni industriali e macchinari specializzati in America



Stanno crescendo negli Stati Uniti le importazioni / vendite dall’Italia di meccanica, macchinari specializzati: dalle macchine industriali per la stampa e l’editoria, alle macchine per la lavorazione tessile, ai macchinari industriali, alle macchine per la lavorazione dei metalli, macchine per estrusione, macchine per stampaggio metalli e per stampaggio plastica, all’impiantistica e ai beni industriali in genere


Considerazioni sull’andamento delle esportazione di macchinari, macchine industriali, pompe, motori e beni industriali negli Stati Uniti d’America

motori elettrici Stati Uniti

Le voci principali dell’export Italia Stati Uniti e’ costituito da macchinari e beni industriali, motori, pompe, prodotti in ferro e acciaio. Al contrario di quello che si e’ portati a pensare, sono queste voci che costituiscono l’ossatura portante dell’export italiano verso gli Stati Uniti e non la moda, le calzature, le specialità alimentari, i mobili o gli articoli di design, pur importanti e di prestigio.

L’esportazione di macchinari, macchine industriali, pompe, motori e beni industriali dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America ha ancora molto spazio di crescita. La quota relativa di export Italia-America e’ bassa: solo l’1.8% del totale. Se dalla Corea le vendite di macchinari, macchine industriali, pompe, motori e beni industriali verso gli Stati Uniti d’America sono di 12 miliardi di dollari, anche l’Italia puo’ vendere altrettanto.



Una analisi più focalizzata per vendere macchine industriali specializzate negli Stati Uniti d’America

Se restringiamo l’analisi di vendita sulle tipologie di macchinari industriali elencate di seguito, i risultati sono incoraggianti.

Periodo gennaio - settembre 2014 - Esportazione / vendita negli Stati Uniti d’America di:

  • macchine industriali per la stampa e l’editoria
  • macchine per la lavorazione tessile
  • macchine per la lavorazione dei metalli
  • macchine per l’industria alimentare
  • macchine utensili
  • macchine per estrusione
  • macchine per stampaggio metalli e per stampaggio plastica
  • macchine per la lavorazione dei materiali duri
  • macchine per imballaggio
  • macchinari per usi speciali
  • macchinari per la piegatura dei metalli

In questo periodo, l’Italia e’ riuscita a vendere macchinari specializzati di questi tipo per 1964 milioni di dollari. Il dato di vendita da’ all’Italia una quota del 6.54% rispetto all’esportazione totale di questi macchinari industriali negli Stati Uniti. Rispetto allo stesso periodo del 2013 l’Italia e’ stata in grado di vendere il 4.12% in più piazzandosi al sesto posto.

Il Giappone, sempre al primo posto, ha visto ridursi le vendite del 4.15%; la Germania e’ rimasta stabile al secondo posto con un aumento della sua quote dello 0.89%; Messico quinto [+18%]; Cina terza [+16%]

I servizi di ExportUSA per esportare e vendere macchine industriali, macchinari, impiantistica industriale, motori, pompe e beni industriali negli Stati Uniti d’America

esportare macchinari industriali in America

Il mercato statunitense presenta adesso grosse opportunità di vendita pr i produttori italiani di macchinari industriali. Nel corso degli anni, ad ExportUSA, abbiamo affinato una strategia di ingresso per aiutare le aziende a importare e vendere in America basata sui contatti diretti con le controparti interessate. Di seguito i passi che seguiamo nella nostra strategia di ingresso:

  • Briefing informativo con l’azienda produttrice italiana.
    E’ un momento cruciale per capire a fondo il prodotto, le sue applicazioni, i punti di forza sia del prodotto che dell’azienda. L’obiettivo e’ quello di capire quali sono i clienti potenziali e quali sono i metodi migliori per individuarli e contattarli. 
  • Ricerca di mercato.
    A volte si rende necessario capire come funziona il mercato americano per una certa tipologia di macchinario o bene industriale, chi sono i competitor e come si struttura la distribuzione. Una ricerca di mercato condotta sul campo e’ il modo più veloce per raccogliere le informazioni che servono per disegnare una strategia di ingresso sul mercato efficace.


Ricerca ed individuazione dei potenziali clienti in base al briefing e alla ricerca di mercato

    • Contatto diretto con il potenziale cliente.
      Lo scopo di questa fase e’ naturalmente quello di verificare l’interesse nel macchinario o bene industriale dell’azienda cliente. Nel corso di questi contatti pero’, emergono sempre preziose informazioni su elementi come prezzi, concorrenti e modalita’ operative che servono per ottimizzare il lavoro di ricerca dei potenziali clienti. Tutto cio’ che emerge in questa fase e’ sempre oggetto di discussione con il produttore italiano allo scopo di affinare sia l’offerta di prodotto, sia il lavoro di ricerca dei potenziali clienti, sia la comunicazione di prodotto/servizio.

    • Presa appuntamento tra potenziale cliente e azienda produttrice.
      Lo scopo ultimo dell’attivita’ di contatto e’ quella di organizzare un appuntamento telefonico o un incontro di persona tra l’azienda italiana ed il cliente americano. Per questo, spesso organizziamo il lavoro di contatto a cavallo di fiere di settore specifiche per il bene industriale oggetto della ricerca. In questo modo riusciamo a combinare più appuntamenti in occasione della fiera con risparmio di tempo per tutti.

    • Materiale informativo. Preliminarmente a tutte le attività qui descritte, potrebbe sorgere la necessita’ di rivedere il materiale informativo del produttore italiano: cataloghi, siti, brochure. E’ anche questa un’attivita’ che svolgiamo come parte preliminare della strategia di ingresso sul mercato americano.


Suggerimenti per vendere macchine industriali, macchinari, impiantistica industriale, motori, pompe e beni industriali negli Stati Uniti d’America

macchinari industria alimentare Stati UnitiOgni mercato ha le sue specificita’ e anche il settore della meccanica negli Stati Uniti ha le sue.

  • Organizzare per tempo tutte le attività.
    La programmazione e’ essenziale per riuscire ad entrare in contatto con potenziali clienti americani. Gli impegni sono molti, entrare in contatto diretto con chi lavora non e’ facile. Occorre lasciare davanti a se’ il tempo per pianificare il tutto con il tempo che serve.
  • Comunicazione e marketing.
    Negli Stati Uniti anche nel settore della meccanica, dei beni industriali, macchinari, impiantistica e dei beni industriali in genere serve curare la comunicazione e il marketing: foto ben fatte, sito web funzionale secondo i criteri attesi dal cliente americano, linguaggio curato [inglese americano e non italiano tradotto…], una descrizione chiara dei vantaggi competitivi del proprio prodotto sono essenziali. Negli Stati Uniti d’America sono molto apprezzate le analisi numeriche che dimostrano il risparmio / il vantaggio economico di lungo periodo legato alla scelta e all’utilizzo di un macchinario rispetto ad un altro. Per gli Stati Uniti serve anche una buona familiarità con gli strumenti di social marketing professionali e, quasi da non dire, la massima dimestichezza con la posta elettronica ed i motori di ricerca.
  • Sito Web.
    Una nota a parte merita, per gli Stati Uniti, il sito aziendale. E’ imprescindibile avere un sito ben fatto, facile da navigare, chiaro nell e spiegazioni, ricco di tutte le informazioni che servono nel caso del vostro prodotto [che sono diverse se vendo beni industriali piuttosto che impiantistica o macchinari per il packaging], un sito che si possa navigare bene anche usando dispositivi mobile [deve essere mobile friendly e sviluppato usando la tecnologia del “responsive design”] e, infine, un sito che sia disegnato tenendo conto delle aspettative del cliente americano.
  • Ottica di investimento.
    Entrare nel mercato statunitense e’ un’operazine di investimento. Il fattore più importante per avere successo negli Stati Uniti e’ la mentalita’. Come abbiamo visto le opportunità non mancano ma per coglierle bisogna approcciare il mercato americano con l’ottica di chi fa un investimento. A differenza della “spesa”, l’investimento comporta avere degli obiettivi, un piano per raggiungerli, un orizzonte temporale entro cui raggiungere gli obiettivi, e le risorse da allocare per la realizzazione del piano. 

    Con il termine “risorse” ci riferiamo alle risorse umane, all’attenzione da dedicare al progetto di ingresso sul mercato, e alle risorse finanziarie da destinare all’invesimento. Il progetto per vendere negli Stati Uniti deve avere un responsabile che coordini, che abbia la delega per decidere con risposte veloci e che abbia anche la delega per allocare le risorse finanziarie che si e’ deciso di allocare.


Nel 2014 negli Stati Uniti l’importazione di macchinari industriali, pompe, motori e beni industriali ha raggiunto $331 miliardi a cui si aggiungono importazioni di componenti elettronici per $320 miliardi con un aumento di quasi il 25% rispetto al 2010.

pompe industriali Stati UnitiGli Stati Uniti d’America sono il mercato numero uno al mondo per importazione di prodotti con un valore di import pari a 2410 miliardi di dollari nel 2014.

Nel 2014 Le esportazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti d’America sono state pari a 43.3 miliardi di dollari rappresentando una quota dell’1.8% del totale del totale export verso gli Stati Uniti.

La voce principale dell’export italiano verso l’America sono appunto meccanica, macchine, macchinari industriali, pompe, motori e beni industriali con un valore di 9.4 miliardi di dollari per il 2014 cui si aggiungono 3.6 miliardi di dollari di export di veicoli e parti di ricambio per veicoli [seconda voce dell’export Italia Stati Uniti] e $1.7 miliardi per l’export di componenti elettronici ed elettronica. Al decimo posto tra le voci dell’export Italia America troviamo prodotti in ferro e acciaio [1.1 miliardi di dollari] e al nono posto dell’export ci sono aerei e parti di ricambio per aerei con $1.4 miliardi.

Se escludiamo Cina, Giappone, Germania [oltre a Canada e Messico che fanno parte del trattato NAFTA assieme agli Stati Uniti] nessun paese al mondo ha una quota significativa di export verso gli Stati Uniti. L’export della Germania verso gli Stati Uniti, in particolare, e’ stato pari a $125.5 miliardi nel 2014, con una quota export pari al 5.2% sul totale delle import Stati Uniti. La Germania e’ il primo paese esportatore europeo verso l’America.


Un confronto utile per i produttori italiani di macchine industriali può essere fatto con la Corea del Sud, un paese che, come l’Italia, non ha particolari risorse economiche e che, come l’Italia, e’ uscito da una guerra rovinosa nel 1953.

Le voci principali dell’export Corea America sono: veicoli e parti di ricambio $20 miliardi; prodotti elettronici $15.6 miliardi; macchine, macchinari industriali, pompe, motori e beni industriali $11.9 miliardi;miliardi; prodotti in ferro e acciaio $3.6 miliardi.

Le esportazioni totali Corea America sono state di $71.8 nel 2014 con una quota import pari al 3% sul totale Stati Uniti. Allo stesso tempo, le voci principali dell’import negli Stati Uniti dal mondo sono costituite dalla stessa tipologia delle principali voci merceologiche Italia - America


Settore meccanica Stati Uniti: Le vendite di macchinari, macchine industriali, pompe, motori e beni industriali negli Stati Uniti d’America sono in forte aumento [+25% 2014 sul 2010]

La domanda di macchine industriali e impianti in America e’ trainata dalla ricostruzione della base industriale americana. Dopo gli anni della crisi, gli Stati Uniti stanno ampliando la base industriale produttiva e stanno sostituendo i macchinari e gli impianti obsoleti.

La ricostruzione della base produttiva in America e’ spinta anche dal fenomeno del cosiddetto “re-shoring” ovvero il rientro in America di molte produzioni che in passato erano state portate in Cina. L’aumento del costo del lavoro in Cina e un riallineamento [seppur marginale] del cambio, hanno reso conveniente riportare in America molte attivita’ di produzione industriale che in passato erano state affidate alla Cina.