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Perché la crisi della supply chain non deve preoccupare le aziende italiane che vogliono vendere negli Stati Uniti

Il Presidente Biden ha annunciato nuove misure nazionali per continuare a creare resilienza nella catena di approvvigionamento USA

Il vertice del presidente si basa sulle recenti azioni dell’amministrazione Biden-Harris, tra cui l’espansione degli orari di apertura dei porti occidentali degli Stati Uniti

Il ritorno all’efficienza della supply chain globale è stato la priorità assoluta dell’amministrazione Biden sin dal primo giorno. Oggi, il presidente ha chiesto un maggiore coordinamento tra l’Italia e i principali partner commerciali degli Stati Uniti per garantire che le merci continuino a raggiungere le imprese attive sul mercato USA e i consumatori americani.

Del resto, sebbene le interruzioni della catena di approvvigionamento restino il maggiore effetto collaterale della pandemia di Covid, queste segnalano allo stesso tempo una rapida ripresa della domanda dei consumatori negli Stati Uniti dopo una delle più profonde recessioni mai registrate in America.

La catena logistica USA sta muovendo volumi record di merci: le acque si calmeranno prima del previsto se riuscirà a resistere alle interruzioni causate dall’esterno

Con l’attenuarsi della pandemia si prevede da parte dei consumatori americani un calo della spesa per i beni e un aumento delle spese in servizi

Questo “rimescolamento” della spesa dei cittadini degli USA sarà fondamentale per riportare l’efficienza della supply chain ai livelli pre-pandemia

Gli Stati Uniti sono stati protagonisti di una ripresa storicamente molto forte. Ecco alcuni dati della ripresa USA [Fonte: White House]:

Come risultato di questa ripresa le famiglie americane hanno riportato la loro spesa complessiva in linea con i trend pre-pandemici. È la composizione di tale spesa che risulta molto diversa dal solito.

Da quando la pandemia è esplosa gli acquisti dei consumatori americani di beni come mobili, elettrodomestici e cibo hanno superato qualsiasi record mentre la spesa per i servizi (es. assistenza sanitaria, vacanze) non è ancora tornati ai livelli pre-Covid. Con l’attenuarsi della pandemia la prima diminuirà mentre la seconda aumenterà, riducendo in modo sostanziale i problemi di approvvigionamento dei beni.

Secondo i dati diffusi dalla Task Force della Casa Bianca i magazzini delle catene di distribuzione al dettaglio negli USA sono agli stessi livelli pre-pandemia

È la prova che i toni apocalittici che si leggono sui giornali sono oltremodo irrazionali: l’impatto negativo sui consumatori americani sarà minimo

La preoccupazione che l’attuale collo di bottiglia possa protrarsi per anni c’è, eppure la realtà è molto meno drammatica di quanto sembra. I dati di riferimento dell’U.S. Census Bureau suggeriscono che nonostante i problemi reali all’interno della supply chain gli operatori americani stanno riuscendo a mantenere riforniti gli scaffali dei negozi, segno che gli Stati Uniti riescono a tenere testa anche alle crisi più impegnative.

Il settore della logistica americana ha le capacità per resistere alla crisi: Biden ha lanciato un appello all’azione per incoraggiare ogni anello della supply chain a tenere in movimento il flusso delle merci

Il risultato di questi sforzi combinati sarà più spazio disponibile per lo stoccaggio e percorsi più rapidi per l’uscita e l’ingresso dei container nei porti.

Queste strategie rappresentano i primi passi per rendere la supply chain americana più forte di prima. Con più vagoni ferroviari in funzione c’è maggiore capacità di spostare le merci fuori dai porti, cancellare gli arretrati e abbattere le barriere che hanno reso difficile muovere grandi volumi di merci negli Stati Uniti.

In questo momento storico ci sono grandi opportunità per le aziende italiane che vogliono vendere in America

Dalle crisi nascono le migliori opportunità, specialmente quando ci si trova in posizioni privilegiate come quella dell’Italia.

Con l’import dalla Cina sempre più caro e la carenza di energia elettrica e altre commodities essenziali, l’industria italiana ha davvero la possibilità di ritagliarsi una nuova dimensione sul mercato americano con i distributori, vendendo tutti quei prodotti di cui le aziende negli USA stanno sperimentando la carenza.

Insomma, i problemi interni alla Cina sono alla base di questa situazione unica e iperfavorevole per le aziende italiane specializzate in alcuni settori, primo fra tutti quello della meccanica: è il momento di convincere gli Stati Uniti a cambiare fornitori, questa finestra di possibilità non resterà aperta a lungo.

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