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18/10/2020

Andamento delle vendite di mobili ed arredamento in America

Nel 2019, le importazioni americane sono arrivate a coprire circa il 60% del totale delle vendite di mobili del mercato americano





Ecommerce arredamento Stati Uniti






Il mercato dell'arredamento negli Stati Uniti è molto ricettivo nei confronti del prodotto italiano

Esportare mobili in America è quindi un'opportunità per aumentare il fatturato

Con una produzione interna relativamente limitata, gli Stati Uniti dipendono dai mercati esteri per soddisfare la domanda di prodotti nella categoria arredamento, sia in forma di produzione delocalizzata che di import vero e proprio.

Ed è proprio l’import, che dal 2010 negli Stati Uniti ha avuto un aumento in valore del 30%, e dopo quest’ultimo anno segnato dal Covid, ci si aspetta un'ulteriore ripresa delle vendite con una crescita delle importazioni sul mercato americano del 9% nel solo 2021.

Uno scenario interessante per le aziende italiane che vedono le esportazioni extra-UE aumentare ad un ritmo maggiore alle vendite europee (+2,7%). Visti i trend globali si preannuncia un aumento generale dell'export per il settore dell'arredamento italiano, che attualmente arriva al 60% della produzione totale dell'Italia.

I principali importatori di mobili negli USA sono paesi come la Cina, India e Giappone. Il vantaggio è che l'Italia detiene il 30% del mercato dei mobili di lusso, e inoltre, visto l’attuale scenario geopolitico che vede un continuo scontro commerciale tra USA a Cina, il nostro Paese risulta in una posizione favorevole rispetto ai competitor.

Le vendite si stanno spostando soprattutto verso il canale online: Wayfair e Houzz rappresentano i due principali marketplace negli USA, oltre ad Amazon.

L'ecommerce di arredamento online pesava prima del COVID per il 9% su tutto l’export digitale italiano e valeva più di 900 milioni di euro pari al 9,5% dell’export complessivo di mobili.

L'ecommerce di mobili negli USA ha visto negli ultimi 5 anni più che raddoppiare le vendite, arrivando ad un giro d’affari di circa 45 miliardi di dollari.



Burocrazia, dazi e contesto competitivo per il mercato del mobile negli Stati Uniti

Dazio zero sull'importazione di mobili negli USA e dazi tra il 3% ed il 3.5% per i complementi di arredo

Tuttavia, l’attrattività per le aziende italiane non si esaurisce in un trend stabilmente positivo delle esportazioni. Un sistema politico stabile, un sistema giuridico imparziale ed indipendente, la certezza delle regole del diritto, burocrazia contenuta, alto livello di servizi e infrastrutture e logistica impeccabile definiscono un ambiente economico accogliente e sicuro in cui aprire e potenziare un canale di vendita al pubblico. In aggiunta, attualmente i dazi sui mobili e oggetti d’arredamento negli Stati Uniti sono tra i più bassi a livello mondiale (normalmente zero e del 3.0-3.5% in media quando consideriamo anche tutti gli accessori).

In questo contesto, il boom delle esportazioni di mobili italiani, indica chiaramente un cambio nelle preferenze dei consumatori, sempre più attratti dall’offerta italiana a scapito di quella locale. Lo scenario competitivo è frammentato ed accessibile: nessun competitor detiene una quota di mercato tale da esercitare un effettivo potere di mercato o di stabilire il livello dei prezzi e la competizione avviene in termini di qualità, immagine e servizio al cliente.

In America i canali di vendita tipici dell'arredamento, che anni fa erano per lo più quelli tradizionali, con una preminenza dello store dedicato all’arredamento, si stanno sempre più orientando sull’e-commere. Uno scenario che a prima analisi si mostra propizio per chi desidera vendere arredamento negli Stati Uniti, non necessariamente avendo una presenza fisica nel territorio.


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