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“Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro”, recitava Eduardo De Filippo in Fantasmi a Roma del 1961. 
E’ risaputo: per gli Italiani il caffè è un must. Ogni giornata, ogni pausa, ogni uscita pomeridiana ha come costante un caffe’. Espresso, macchiato, lungo, doppio, ginseng; un unico prodotto, un’infinita’ di varianti.   
L’Italia e’ uno dei paesi con la percentuale di consumo di caffe’ per persona maggiore al mondo. Il caffe’ e il gusto italiano e’ un tratto distintivo del nostro paese. Al contrario degli Stati Uniti d’America, dove, nell’immaginario collettivo italiano, il caffe’ corrisponde ai grandi “beveroni” senza gusto ottenuti aggiungendo semplicemente acqua bollente al caffe’ in polvere. 
Tuttavia le cose non stanno esattamente cosi’. Oggi l’industra del caffe’ in America conta 11.7$ miliardi di vendite l’anno, di cui il 10% e’ costituito dai chicchi, con un incremento del 65% rispetto al 2007. Anche le vendite delle macchine per il caffe’ sono in aumento, raggiungendo 5.5$ miliardi con un incremento del 10% rispetto all’anno scorso.
Il perche’ di questo boom e’ da ricercare nello switch culturale e nel movimento DIY (Do It Yourself) che riguarda il mondo del caffe’ e che ha portato, soprattutto a New York, all’offerta di numerosi corsi e seminari che spiegano in dettaglio tutti i passi necessari per prepararsi da soli un caffe’ perfetto. 
L’aroma, la qualita’ dei chicchi, la macchina con cui viene prodotto il caffe’ sono elementi sempre piu’ importanti. Basti pensare che il nuovo trend a New York pare essere quello di acquistare macchine da caffe’ a costi proibitivi, circa 7000 $, preferite a quelle di largo consumo utilizzate fino a qualche anno fa. Un vero e proprio paradosso se si considera che il caffe’ ricercato e di alta qualita’ e’ sempre stata una caratteristica Italiana.  
Tra passione ed interesse all’avvio di un’attivita’ vera e propria il passo non e’ troppo lungo (in praticolare se si considera la velocita’ nell’avviare una societa’ negli Stati Uniti d’America). Tra Brooklyn e Manhattan stanno nascendo diversi piccoli centri di torrefazione dalla qualita’ elevata e da un controllo meticoloso di ogni aspetto che riguarda la commercializzazione. 
L’Italia e’ garanzia di qualita’ e tradizione nel settore alimentare, e primeggia in quello del caffe’. Perche’ dunque non sfruttare a pieno questo nuovo trend negli Stati Uniti ed avviare una nuova societa’? 

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