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è da tre anni a questa parte che il presidente di Fiat Spa Sergio Marchionne sta usando le sue risorse per salvare la Chrysler, reintroducendo in contemporanea il marchio Fiat negli Stati Uniti. 

La prossima grande ambizione, a suo dire, sarebbe tutta a vantaggio dell'Italia. Il piano è di rilanciare sul mercato Americano l'Alfa Romeo con un modello sportivo a due posti (prodotto in Italia sfruttando le tecnologie dei motori Maserati e Ferrari), e una berlina di alta gamma prodotta nello stabilimento Chrysler in Illinois. 
Un nuovo successo dell'Alfa negli Stati Uniti, ai quali si attribuisce la relativa stabilità attuale delle entrate FIAT, rappresenterebbe un trampolino di lancio per esportare il marchio in Cina e altri mercati emergenti. Marchionne non è di gran lunga l'unico a prevedere un altro declino delle vendite europee, e la sua strategia competitiva mirata al mercato Statunitense ha lo scopo di alzare il ricavato Fiat/Chrysler di 100 bilioni di euro entro il 2014, recuperando le perdite Fiat in Europa. 
Va sottolineato, però, che il piano è diviso in due fasi: l'arrivo in Usa delle nuove Alfa Romeo Made in Italy e il successivo spostamento dell'intera linea nello stabilimento in Illinois. Rimproverato di avere in programma l'abbandono dell'Italia da un paio d'anni, Marchionne si è difeso dichiarando che la Fiat ha bisogno di un aiuto dal governo. "Siamo il paese in cui sulle imprese gravano le tasse più alte d'Europa, la giustizia più lenta, l'elettricitа e il gas più cari, la burocrazia più contorta [...] Alla lista delle inefficienze si aggiungono infrastrutture che sono tra le peggiori d'Europa, pratiche per l'export tra le più difficili, un costo del credito tra i più elevati, la piaga della corruzione.  E siamo, ovviamente, gli ultimi per produttività"
Pensiamo dunque che, vista l'indiscutibile inibizione competitiva del paese, come da tre anni a questa parte, specialisti, consulenti FIAT e ingegneri Italiani continueranno a trasferirsi negli Stati Uniti per continuare a lavorare con la FIAT esportando nel contempo il loro sapere alla Chrysler. 

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