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In America sale l'attenzione per la qualità dei prodotti alimentari. Il cambiamento dei gusti e dei modelli di acquisto dei prodotti alimentari negli Stati Uniti sono come sempre trainati da Millennials e eGeneration che puntano agli acquisti online e prediligono prodotti poco lavorati, naturali [ovvero non geneticamente modificati] e semplici. Il biologico, contrariamente a quelli che si crede, e' importante si' ma non al primo posto tra le motivazioni di acquisto dei cibi

Il grande potenziale delle vendite online di prodotti alimentari negli Stati Uniti d'America. Un'altra occasione da sfruttare per le aziende italiane che vogliono vendere negli Stati Uniti

Le vendite di prodotti alimentari negli Stati Uniti , dalla pasta all'olio al formaggio, sono state di circa 600 miliardi di dollari nel 2015. Il 3% - 4% di questi 600 miliardi di dollari sono stati acquisti di prodotti alimentari fatti online.

La cifra di per se' non e' enorme ma e' destinata a crescere del 20% all'anno di qui al 2020. Se si tiene conto che le vendite dei supermercati in America crescono di non oltre il 3% all'anno si intuisce il potenziale della vendita online degli alimentari negli Stati Uniti.

In aggiunta, un altro 9% della spesa al supermercato e' fatta online per ritiro al punto vendita. Si tratta di oltre 50 miliardi di dollari di vendite online di specialità alimentari.

Si tratta di un cambiamento di atteggiamento verso i prodotti alimentari dei consumatori in America che favorisce le aziende italiane. E' importante cogliere la tendenza per aumentare esportazioni e vendite verso gli Stati Uniti



Gli analisti di Wall Street che seguono l'industria alimentare in America, hanno riscontrato una crescente diffidenza dei consumatori verso i prodotti alimentari prodotti dalla grande industria, che da sempre e' la fornitrice tradizionale di prodotti alimentari dei supermercati negli Stati Uniti.

"Potremmo essere ad un punto di svolta nel mercato alimentare, data la crescente diffidenza dimostrata dai consumatori americani", scrive Alexia Howard stock analyst presso Sanford Bernstein, dopo aver rilasciato questa settimana un sondaggio su oltre 830 consumatori.

Il 55% di questo campione concorda con la tesi della Howard, dimostrando un incremento del 14,5% della diffidenza verso i prodotti alimentari tradizionalmente offerti dai supermercati in America rispetto ai dati del 2013.

Sempre secondo il sondaggio, il 69% dei consumatori si dimostra preoccupato delle condizioni igenico sanitarie con particolare riguardo a salmonella e listeriosi.
 
"Raramente passa una settimana senza che ci arrivino notizie allarmanti della Food and Drug Administration" Scrive Alexia."Quest'anno ci sono stati piu di 60 diversi ritiri di prodotti alimentari solo negli Stati Uniti".
 
Il sondaggio ha indagato l'importanza che i consumatori attribuiscono a 20 categorie di cibi. Quelli proteici sono in cima alla lista, favoriti dal 63% di consumatori (53% nel 2013). Rispetto al 2013 si osserva una crescente priorità per i cibi senza farmaci e OGM, rispettivamente il 56% e 46% dei consumatori vede questi elementi come nocivi.
 
Questa ritrovata sensibilità nei confronti del cibo apre le porte ai produttori italiani. I prodotti alimentari italiani hanno esattamente le caratteristiche verso cui si stanno orientando i gusti dei consumatori negli Stati Uniti. E' un'occasione da non perdere e va sfruttata per aumentare esportazioni e vendite in America tenendo presente che negli Stati Uniti i prezzi al pubblico nei supermercati e nei negozi alimentari specializzati sono molto piu' alti che in Italia aumentando ancora di piu' la convenienza ad esportare verso gli Stati Uniti.




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