La moda in America comincia a prestare attenzione ai valori emergenti tra le nuove generazioni di consumatori: Millennials e Z-Gen

L’industria della moda negli Stati Uniti sta subendo un cambia di marcia: non solo le start up, ma anche i grandi brand americani stanno investendo nelle produzioni eco-sostenibili

L'industria della moda come la conosciamo oggi ha i giorni contati?

I nuovi scenari nel panorama competitivo della moda sono dettati dalla ribellione etica che sta imperversando nel fashion system, a causa degli enormi sprechi attuati sinora. Un'evoluzione che segue lo stesso principio del settore alimentare, che negli anni è stato stravolto da un'attenzione verso la sostenibilità che rivoluziona tutta la catena di valore - dalla produzione degli ingredienti al loro confezionamento e presentazione. 

L'industria della moda è la seconda inquinante al mondo dopo l'estrazione petrolifera. Nella maggior parte dei paesi manifatturieri - Cina, Bangladesh, Vietnam - le acque di scarico provenienti dagli impianti tessili sono rilasciate direttamente nei fiumi. Queste contengono sostanze come fertilizzanti per il cotone, arsenico, piombo, mercurio, altamente tossiche per la vita marina e delle persone in prossimità dei corsi d'acqua, e generano danni sempre meno trascurabili da parte del pubblico e dei media.

Il Fast Fashion ci invoglia a cambiare il guardaroba di frequente, in media compriamo il 60% in più di abiti rispetto a 15 anni fa e li portiamo per metà tempo. Le persone in Europa consumano 22kg di capi tessili all'anno, mentre in Australia 27kg e in Nord America un record mondiale di 37kg. Almeno per ora, la voglia di essere sempre alla moda è più forte del senso di responsabilità ambientale.

Ma siamo davvero cosi cinici o semplicemente disinformati? Posti davanti alla scelta tra moda veloce e inquinante vs. lenta e sostenibile, cosa sceglieremmo? E' già possibile scegliere? Esistono dei compromessi? Alcuni brand suggeriscono di si, creando diverse strategie per catturare la clientela attenta all'ambiente e porre le basi per una forte posizione competitiva nel futuro, a discapito dei meno attenti o volenterosi.

Il ruolo degli influencer nella nascita dei nuovi trend di consumo in America
 

I paladini della sostenibilità nel mercato della moda in America. I grandi brand negli Stati Uniti con presenza capillare, così come startup appena nate che cercano di capitalizzare su un trend in forte ascesa

FOR DAYS è il primo fashion brand che lancia una politica di "closed loop" ovvero un ciclo di produzione, vendita e scambio dei propri capi a impatto zero, estremamente difficile da realizzare ma altrettanto promettente. 100% sostenibile, con un modello di acquisto non più unilaterale ma a membership. fordays.com

REFORMATION fa della sostenibilità la sua ragion d'essere. Ogni capo venduto viene collegato alle risorse energetiche utilizzate per produrlo e genera un "rimborso ambientale" per far sentire la cliente protagonista della salvaguardia del pianeta. In cambio delle emissioni necessarie alla produzione Reformation ha già protetto 1000 acri di foresta amazzonica. thereformation.com

MADEWELL fa scuola di responsabilità sociale con diverse iniziative: la trasformazione di vecchi jeans in materiale d'isolamento per le costruzioni, le linee in collaborazione con Girls Inc., Charity Water e Human Rights Campaign il cui 50% del ricavato va alle rispettive associazioni non profit. madewell.com

PATAGONIA è dal 2014 uno dei pionieri del commercio equo e solidale nella moda. Ad oggi i suoi prodotti certificati Fair Trade - più qualsiasi altro brand - veicolano una parte di utili direttamente nelle mani dei lavoratori. Il programma "Worn Wear" inoltre permette di comprare capi "usati garantiti" ancora in buone condizioni, ritardandone cosi la produzione di nuovi. patagonia.com

EILEEN FISHER con la campagna "Waste No More" regala ai suoi prodotti 3 vite: la prima, disegnandoli a nuovo con linee semplici e materiali naturali cosi che possano piacere a lungo; la seconda, ripulendo i capi usati non danneggiati e rimettendoli in commercio; la terza trasformando quelli danneggiati in cuscini, opere d'arte e accessori. eileenfisher.com

UNIQLO sfrutta i suoi negozi come punti di raccolta di capi usati per donarli a rifugiati nel mondo (fin'ora 30 milioni di capi donati in più di 60 paesi) e trasforma il 20% degli scarti tessili in pellet per carburante industriale uniqlo.com

Il mercato della moda non farà che crescere, ma la soddisfazione dei clienti sempre di più si sposterà dal semplice acquisto al racconto della storia di sostenibilità che l'ha motivato.

I numeri della sostenibilità nel mondo della moda

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