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Nuove forme di marketing e promozione dei brand in America: la Creator Economy

La Creator Economy influenza le vendite: nuovi trend di consumo online dagli USA

Chiamata anche economia creativa o delle passioni, questa evoluzione del marketing online rappresenta uno strumento prezioso per le aziende italiane che vogliono iniziare a vendere negli Stati Uniti

Nell’era di Internet siamo entrati nella cosiddetta economia della conoscenza. In pratica, merci e servizi vengono venduti ai consumatori americani non nei modi tradizionali ma attraverso la mediazione di persone che hanno imparato a monetizzare abilità, hobby e interessi online.

Allo stesso tempo, le generazioni più giovani hanno reso i social media i luoghi ideali in cui fare acquisti e ampliare la loro cultura su temi diversi, dando slancio allo sviluppo della Creator Economy negli Stati Uniti. Gran parte della crescita dell’economia creativa è infatti sostenuta dai cambiamenti nel consumo dei media in America e, successivamente, nel resto del mondo.

La figura del “creator”nell’economia degli USA: un professionista dei social media così bravo da convincere i consumatori a pagare per vedere nuovi contenuti

I brand che vendono negli Stati Uniti si sono resi conto che i consumatori americani vogliono premiare i creator di cui apprezzano il lavoro. Questo vuol dire che le persone stanno scoprendo il potenziale di Internet: dal lato della fruizione, i contenuti oggi rappresentano delle risorse tangibili ma anche intellettuali, mentre dal lato della creazione ciò che viene condiviso serve sia a vendere in America sia a crearsi un seguito di utenti più fedeli e affezionati che mai.

Insomma, con la Creator Economy è possibile trasformare il pubblico in un vero e proprio asset, una comunità con cui interagire, e non sono poche le aziende che hanno strutturato la loro strategia di marketing per il mercato americano in base ai modi in cui riescono a relazionarsi con i consumatori. Per esempio,molte aziende attive negli Stati Uniti scelgono di creare partnership con i content creator per condividere il messaggio del proprio brand con pubblici difficili da raggiungere. Del resto collaborare con un content creator in America offre i seguenti vantaggi:

Le differenze tra Influencer e Content Creator: di che cosa ha bisogno la vostra azienda negli USA?

Il confine tra influencer e content creator è spesso labile: un influencer può essere anche content creator, un creator può diventare un influencer eccetera. Eppure gli elementi che rendono differenti queste due figure professionali negli USA ci sono.

La differenza fondamentale tra influencer e creator è che l'influencer promuove brand e lancia nuovi trend sfruttando la propria immagine senza creare contenuti originali; il content creator, invece, produce contenuti creativi in molti formati e su diverse piattaforme. In sintesi, l'influencer è uno dei mezzi utilizzati per una strategia di marketing mentre il creator concepisce le strategie stesse restando un po' più nell'ombra.

Per esempio Francesco Costa è un content creator: il suo progetto "Da Costa A Costa" è fatto di una serie di contenuti di stampo giornalistico diffusi via Instagram, podcast e newsletter. Khabi Lame è un content creator su TikTok divenuto famoso in tutto il mondo per i suoi video divertenti. Una tronista del programma TV Uomini e Donne come Giulia De Lellis è invece un'influencer, perché non sviluppa contenuti ma usa il proprio volto per influenzare le decisioni di acquisto dei propri follower su Instagram.

Per farsi spazio su mercati competitivi come quello americano è indispensabile investire nelle relazioni con la comunità [una volta si diceva Target Audience di Riferimento ..]

Ci sono molti modi per collaborare con un content creator americano e la strategia di marketing varia in base agli obiettivi che l’azienda negli USA vuole ottenere dalla partnership

Di seguito riportiamo alcune strategie per cui un’azienda che vende sul mercato americano potrebbe volere una partnership con un content creator negli Stati Uniti:

  1. Product Placement: il creator inserisce un prodotto dell’azienda negli Stati Uniti in un video che realizzerebbe comunque. Si tratta di un approccio leggero che invita i consumatori americani a cercare il brand in modo allusivo, inoltre è conveniente e non richiede troppa creatività o la supervisione dell’azienda committente.
     
  2. Inserti personalizzati: un segmento o un video interamente dedicato a un prodotto distribuito dal creator sul proprio canale. È un approccio più costoso, ideale per le aziende che cercano solide opportunità di storytelling in America.
     
  3. Videoinserzioni: video di proprietà del brand prodotti da o con un creator e progettati per apparire in forma di annuncio su YouTube. Questi video consentono un maggiore controllo creativo e possono essere indirizzati a un pubblico specifico degli USA.
     
  4. Amplificazione sui social media: la promozione sui social da parte del content creator è spesso inclusa nella partnership. Questa strategia permette di indirizzare il traffico verso i veri e propri contenuti video e coinvolgere i consumatori americani.
     
  5. Partnership a 360 gradi: una combinazione degli obiettivi precedenti, che può avere durata maggiore e può includere apparizioni, accordi di licenza eccetera.

I brand negli Stati Uniti hanno bisogno di costruire relazioni con il proprio target di consumatori per essere rilevanti sul mercato americano

Il mercato dei creator offre ottime opportunità alle attività di nicchia che cercano uno strumento per distinguersi dai competitor negli USA

Si stima che il mercato della Creator Economy, insieme al proficuo settore dell'influencer marketing e a centinaia di nuove startup, valga 104 miliardi di dollari destinati ad aumentare.

Insomma, per generare un seguito abbastanza vasto di clienti fedeli alla propria azienda negli Stati Uniti collaborare con un creatore di contenuti può essere un’idea perfettamente percorribile. Il bello è che per avere un business di successo in America sfruttando la Creator Economy non servono milioni, né da spendere né di fan o clienti: un vero sostenitore comprerà tutto ciò che il content creator produce o propone, per cui riuscire a creare un seguito anche soltanto di 1000 clienti fidelizzati porterà risultati economici innegabili.

Conquistare i consumatori americani: i brand italiani negli Stati Uniti devono cominciare da pochi clienti ma buoni

Spesso ci capita di parlare con aziende italiane che hanno paura di essere sbaragliate dalla concorrenza di brand più popolari in America solo perché questi hanno un seguito molto largo. La verità è che il numero di follower non importa perché tutto dipende da quanti saranno disposti a spendere per un prodotto o servizio.

In conclusione, la Creator Economy può semplificare il processo di acquisizione clienti per le aziende italiane negli Stati Uniti che non si sono ancora affermate. I creator americani ora hanno a loro disposizione gli strumenti necessari per produrre contenuti di alto livello e i consumatori hanno davvero bisogno di trovare brand non solo degni della loro fiducia, ma anche (e soprattutto) dal volto umano.

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