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Tendenze moda del mercato americano: La pelle vegana derivata dai funghi

Il gruppo fashion PVH e il gigante della moda danese Bestseller si uniscono a Ecovative, la start-up newyorchese che promette di innovare il settore con la “pelle” vegetale ricavata dai funghi

L’accordo prevede che i colossi della moda siano i primi a poter utilizzare la super pelle vegana nelle loro collezioni in cambio di una consulenza dettagliata sui test dei prototipi 

È notizia di mercoledì scorso la creazione da parte della startup biotecnologica Ecovative di una cooperativa senza precedenti che coinvolge due marchi globali della moda: PVH società madre di Tommy Hilfiger e Calvin Kleine basata in America, e Bestseller, la catena danese di fast fashion più grande del mondo. La start-up newyorchese Ecovative è nata nel 2007, con la missione di creare materiali di nuova generazione tramite la biofabbricazione del micelio (una delle parti che compongono la radice dei funghi) come valida alternativa sia alla pelle di animali, che ai derivati del petrolio. 

Partendo dal settore degli imballaggi, dei materiali da costruzione e varie applicazioni industriali, ora “la tecnologia dei funghi” arriva anche nella moda e punta a essere sfruttata su scala industriale negli USA. Per Ecovative, l'obiettivo della cooperazione con i due colossi dell’industria fashion è ricevere dei feedback sulla qualità e sulle caratteristiche dei materiali in fase di sviluppo. In cambio i marchi otterranno l’esclusiva del primo lancio sul mercato delle loro linee di abbigliamento e accessori realizzati con la super pelle di funghi. La pelle di micelio è infatti molto versatile, in grado di sostituire la maggior parte delle pelli convenzionali, indipendentemente dallo spessore o dalla qualità naturale. Il marchio di pelle di micelio di Ecovative si chiama Forager Hides ed è stato lanciato per la prima volta in America nel marzo 2021. Si basa su cinque anni di ricerca e sviluppo nella Mycelium Foundry di Ecovative, la fonderia di miceli più grande al mondo. Oggi, la tecnologia è già implementata nella fattoria verticale di Ecovative a Green Island, New York. Il materiale viene coltivato per nove giorni in fogli lunghi fino a 24 metri e larghi 1,8 metri e con varie configurazioni di resistenza alla trazione, densità e orientamento delle fibre, senza l’aggiunta di rivestimenti o PVC. La pelle vegana è infatti biobased al 100% e può essere coltivata in base alle esigenze di prestazioni specifiche dettate dai brand della moda.

"Oggi, la pelle di Forager è completamente vegana e compostabile al 100%", ha affermato Gavin McIntyre, co-fondatore e CBO di Ecovative.  E grazie all’affiancamento di concerie che rifiniscono il prodotto finale con un sapiente lavoro artigianale, ora anche i marchi di moda ne riconoscono il risultato straordinario. Il nostro obiettivo è quello di allinearci continuamente con le aziende del fashion che puntano al mercato americano green in America e non intendono più lavorare con pellami di animali o che abbiano componenti che rilasciano plastica nell’ambiente”. Per quanto riguarda i tempi di attesa per il lancio di nuove collezioni di abbigliamento, accessori e pelletteria con materiali Forager firmati PVH e Bestseller, McIntyre assicura che "entrambi i brand-partner di questa operazione avranno l'opportunità di poter sfruttare i materiali di ultima generazione sviluppando una gamma di prodotti che soddisfino le loro esigenze già dal prossimo anno". Il gruppo PVH prevede di avere i primi prototipi entro la fine del 2022, mentre la commercializzazione è programmata intorno alla metà del 2023

Negli Stati Uniti le startup biotecnologiche sono al lavoro per sviluppare materiali a base di funghi in grado di sostituire la pelle. L’obiettivo è passare dalla produzione limitata del segmento luxury a quella mainstream del mercato di massa  

La pelle rappresenta ad oggi un valore annuale stimato in $ 400 miliardi, con una previsione di crescita a $ 629 miliardi entro il 2025, secondo Grand View Research. D’altro canto, la domanda di alternative alla pelle è in forte aumento: il mercato della pelle vegana raggiungerà i $ 89,6 miliardi entro il 2025, secondo Infinium Global Research. La pressione sull'industria della moda per ridurre i suoi impatti ambientali in America è alle stelle, sia per quanto riguarda la catena di forniture che la produzione delle pelli tradizionali. Anche gli accordi della COP26 prevedono che le forniture di "materiali prioritari” - tra cui la pelle – dovranno risultare a basso impatto climatico entro il 2030". Ma proprio la pelle si rivela una delle principali aree di interesse di innovazione del comparto per porre fine alle emissioni di gas sera e alla distruzione della biodiversità. 

La corsa alle alternative alla pelle da parte delle startup in America si è accesa, anche se il traguardo della produzione su larga scala non è ancora stato raggiunto. Fino ad ora solo il marchio di lusso Hermès ha lanciato sul mercato, lo scorso febbraio, una linea di borse in pelle di micelio, e nello specifico il "Fine Mycelium", sviluppato da Mycoworks; mentre l’azienda di moda sostenibile Allbirds ha annunciato di aver investito ingenti risorse per l’imminente utilizzo nelle sue collezioni della pelle vegetale “Mirum” della società Natural Fiber Welding.

Ma è il trittico "Bestseller, PVH ed Ecovative" a far ben sperare per lo sviluppo della pelle di micelio su larga scala negli Stati Uniti. Man mano che il materiale innovativo viene perfezionato in laboratorio, i progressi vengono comunicati in tempo reale alle case di moda, per determinare in quali categorie di prodotti potrebbero funzionare meglio. Rebecca England, vicepresidente per l'innovazione presso PVH, ha affermato che lavorare con le innovazioni del micelio ed Ecovative consentirà a PVH di rispondere a un "crescente interesse dei consumatori americani per prodotti a basso impatto" senza sacrificare la qualità e il design. L'obiettivo finale è la produzione su larga scala: "andare oltre la produzione di poche borse di lusso e afferare le opportunità del mercato di massa", afferma il co-fondatore di Ecovative Gavin McIntyre. Mentre si avvicina alla sua missione di rendere disponibile il micelio per tutti, Ecovative cerca di costruire siti di produzione tenendo d'occhio le concerie e i mercati della moda europei. Un'ottima opportunità anche per le aziende e le concerie italiane il cui artigianato è sinonimo di alta qualità nel mondo.

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