Le statistiche di vendita indicano che entro il 2013 gli Stati Uniti saranno il mercato con il maggior consumo di vini fermi al mondo superando l'Italia


In uno scenario di calo dei consumi quasi generalizzato si tratta di un'opportunità unica per l'Italia e per il vino italiano



Nel contesto di questo scenario di mercato del vino favorevole, ExportUSA ha creato un programma per importare e vendere vino in America. Si tratta di un programma di promozione, commercializzazione e vendita di vini pensato appositamente per i piccoli e medi produttori di vino italiani


vendite vino stati unitiGli Stati Uniti sono già il secondo mercato per consumo di vino fermo al mondo dopo l'Italia e le analisi indicano che entro il 2013 diventeranno il mercato di vino con il maggior consumo al mondo con un volume di vendite di vino di 310 milioni di casse per un valore di 45 miliardi di dollari.

Il mercato del vino negli Stati Uniti: Abitudini di Consumo di Vino in America

Se il consumo di vino negli Stati Uniti continua ad aumentare, nonostante la crisi, questo è dovuto principalmente a due categorie di consumatori di vino importanti: i giovani e le donne, specialmente nella fascia d'eta compresa tra i 21 e i 33 anni.

Il consumo di vino in America tra le donne in America è estremamente importante perchè sono le donne a determinare le scelte d'acquisto delle famiglie e, inoltre, dimostrano spesso una particolare attenzione al rapporto qualità/prezzo e una sensibilità verso i valori aggiunti del vino.

Vengono individuate due categorie distinte di consumatori di vino:
  • NEOFITA: guarda a nomi evocativi/ profumi floreali, e compra vini conosciuti, prodotti da vitigni molto noti.
  • EDONISTA: solitamente punta al collezionismo, al prestigio del vino e quindi del produttore, compra bottiglie dal prezzo elevato, segue i consigli di riviste specializzate.

Vino Italiano e Cucina Italiana negli Stati Uniti

Spesso il consumatore americano preferisce una bottiglia di vino italiano non solo per un determinato sapore, ma anche, e soprattutto, per la cultura e la tradizione che quella bottiglia trasmette. I vitigni autoctoni italiani hanno acceso l'interesse del consumatore, dando nuovo impulso alle vendite.

Certamente la diffusione della ristorazione italiana, apprezzata più di qualsiasi altra e da tempo sdoganata dalla nicchia di cucina etnica, è stata un notevole punto di forza nell'esportazione e nella vendita di vino italiano in America. Cresce costantemente l'interesse anche per i vini prodotti da varietà indigene delle regioni minori, quali ad esempio Falanghina o Aglianico dalla Campania, Primitivo dalla Puglia e molti altri. Varietà di vino fino a cinque anni fa praticamente introvabili negli Stati Uniti ora campeggiano su tutti i menù dei maggiori ristoranti.


Alcuni Dati Statistici sul Consumo di Vino in America

Negli ultimi tempi il tipo di vino che viene importato maggiormente è il prosecco che viene consumato in prevalenza dalle donne (60%). Il 95% delle bottiglie vengono consumate entro 48 ore dall'acquisto; il più delle volte il vino viene consumato un'ora prima della cena come aperitivo e quindi i vini fruttati sono quelli preferiti.

I vini vengono venduti in prevalenza nei ristoranti al bicchiere (40-60%). Tenendo presente che un bicchiere di vino viene venduto ad un prezzo che mediamente va dai $8 ai $18 e che ogni bottiglia può generare 6-7 bicchieri, appare immediatamente chiaro il margine di un ristorante che venda vino al bicchiere. Da ricerche condotte sul territorio statunitense risulta che il 17.4% della popolazione consuma il 92% del volume di vini in commercio. Nell'ultimo periodo si sta anche affermando il commercio di vini sul web. Il 20 % di consumatori sotto i 30 anni sono abituati a comprare vini online. Infine, la popolazione preferisce per il 32% i vini d'importazione rispetto a quelli nazionali.


Aggiornamento trend consumo di vino in America - Novembre 2017

Da quando la generazione dei Millennials (21-38 anni) è diventata maggiorenne e ha cominciato a considerare il bere vino come un piacevole passatempo, ha causato un grande cambiamento all’industria vinicola.

Ogni generazione vuole fare le cose a modo proprio, e lo stesso vale per i Millennials, che hanno spostato il loro interesse verso “nuove” uve e che pretendono di avere vasta scelta e di esperire i valori legati alla cultura del vino.

Sono passati più di 10 anni da quando i social media hanno preso piede e i Millennials cosumatori di vino sono al fronte di questa rivoluzione digitale.
Per l’industria vinicola, questa generazione comporta una sfida e un’opportunità allo stesso tempo: mai come oggi è stato così facile raggiungere una audience mirata come questa e convincerla a provare qualcosa di nuovo.  

  • I Millennials negli Stati Uniti sono 79 milioni e al 2016 costituivano il 42% della popolazione che ha consumato vino
  • Tra questi, il 57% sono donne. 
  • Non bevono brodaglia, ma prediligono vino dai sapori particolari e dal costo più elevato.


Dati generali sul consumo di vino negli Stati Uniti: 

  • 159.6 milioni di casse di vino bevute solo nel 2015 negli USA – una media di due casse a persona
  • Nel 2016, si sono consumati 35,9 ettolitri di vino, con una media di 11 litri a persona.
  • Sempre nel 2016, le vendite totali di vino hanno raggiunto un valore di $60 miliardi (+8.7%), di cui circa $20 miliardi generati da prodotti di importazione.
  • Oggi si può consumare vino in 550,000 stabilimenti in USA, fatto che rappresenta una crescita del 21% rispetto a 10 anni fa.