
ECONOMIA USA
Decisione Corte Suprema USA
Dal 24 Febbraio, Dazio USA del 10% sulle importazioni dall'Italia
Aggiornamento del 3 Aprile 2026
Un proclama presidenziale del 2 Aprile 2026 emana nuovi dazi USA sui prodotti farmaceutici per il mercato americano. Di seguito proponiamo una sintesi dei provvedimenti tariffari di nuova adozione:
Le importazioni di prodotti farmaceutici coperti da brevetto e dei relativi ingredienti farmaceutici associati, come elencati nell’Allegato I, saranno soggette a un dazio ad valorem del 100 per cento.
L’aliquota del dazio USA applicabile ai farmaci coperti da brevetto e ai relativi ingredienti farmaceutici associati, come elencati nell’Allegato I, sarà pari al 20 per cento per i prodotti delle società che dispongono, oppure possano disporre a breve (ad esempio sulla base di accordi di principio), di piani di apertura di impianti produttivi negli Stati Uniti. La suddetta aliquota del 20 per cento aumenterà al 100 per cento il 2 aprile 2030.
Il dazio USA applicabile ai farmaci coperti da brevetto e ai relativi ingredienti farmaceutici, come elencati nell’Allegato I, sarà pari al 15 per cento per i prodotti del Giappone, dell’Unione europea, della Repubblica di Corea, nonché della Svizzera e del Liechtenstein.
L’aliquota tariffaria per l'importazione in America di farmaci coperti da brevetto e sui relativi ingredienti farmaceutici per i prodotti del Regno Unito sarà pari al 10 per cento e sarà successivamente ridotta a zero nella misura richiesta da un eventuale futuro accordo tra gli Stati Uniti e il Regno Unito in materia di determinazione del prezzo dei prodotti farmaceutici.
Il dazio USA sarà pari a zero per i medicinali e i relativi ingredienti nei casi in cui tutte le indicazioni approvate siano classificate come orphan ai sensi dell’Orphan Drug Act, 21 U.S.C. 360aa e seguenti, e delle relative disposizioni attuative; per i medicinali nucleari; per le terapie derivate dal plasma; per i trattamenti per la fertilità; per le terapie cellulari e geniche; per gli antibody-drug conjugates; per le contromisure mediche connesse a minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari; nonché per altri prodotti farmaceutici specialistici che saranno individuati dal Segretario del Commercio USA, oltre che per i prodotti farmaceutici destinati alla salute animale, a condizione che il Segretario del Commercio USA, in consultazione con il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Trade Representative) e con il Segretario alla Salute e ai Servizi Umani, determini che: (1) tali prodotti provengano da un paese che abbia in essere, oppure in corso di definizione, un accordo quadro in materia commerciale e di sicurezza come richiamato nell’Executive Order 14346 del 5 settembre 2025 (Modifying the Scope of Reciprocal Tariffs and Establishing Procedures for Implementing Trade and Security Agreements), oppure (2) tali prodotti rispondano a un’esigenza sanitaria urgente degli Stati Uniti.
Per le società farmaceutiche che risultano ammissibili al trattamento tariffario delineato nella clausola (3)(b) e che abbiano stipulato accordi di determinazione del prezzo dei farmaci secondo il criterio della nazione più favorita (MFN pharmaceutical pricing agreements) l’aliquota del dazio ad valorem applicabile ai prodotti farmaceutici e ai relativi ingredienti farmaceutici associati sarà pari a zero fino al 20 gennaio 2029.
Questi nuovi entrano in vigore per i prodotti farmaceutici immessi in consumo nel mercato americano, oppure prelevati da magazzino per l’immissione in consumo, a decorrere dalle ore 12:01 a.m., ora legale della costa orientale degli Stati Uniti, del 31 luglio 2026 per le società elencate nell’Allegato III e del 29 settembre 2026 per le altre società.
Aggiornamento del 26 Novembre 2025
Prezzi negoziati per 15 medicinali ai sensi dell’Inflation Reduction Act
Un primo gruppo di case farmaceutiche ha accettato di ridurre i prezzi praticati al programma americano Medicare di assistenza medica. Assieme all'annuncio della creazione di un portale di emanazione governativa americana aperto al pubblico per l'acquisto di farmaci a prezzo calmierato, è questo un segnale di come stia rapidamente evolvendo la struttura del settore farmaceutico negli USA. La negoziazione sui dazi USA per i prodotti farmaceutici si inserisce nel solco di questi cambiamenti strutturali per il mercato americano.
| Farmaco | Produttore | Prezzo di listino |
Sconto |
|---|---|---|---|
| Ozempic, Rybelsus, Wegovy | Novo Nordisk | $959 | 71% |
| Trelegy Ellipta | GSK | $654 | 73% |
| Xtandi | Astellas | $13,480 | 48% |
| Pomalyst | Bristol Myers Squibb | $21,744 | 60% |
| Ofev | Boehringer Ingelheim | $12,622 | 50% |
| Ibrance | Pfizer | $15,741 | 50% |
| Linzess | AbbVie | $539 | 75% |
| Calquence | AstraZeneca | $14,228 | 40% |
| Austedo, Austedo XR | Teva | $6,623 | 38% |
| Breo Ellipta | GSK | $397 | 83% |
| Xifaxan | Salix Pharmaceuticals | $2,696 | 63% |
| Vraylar | AbbVie | $1,376 | 44% |
| Tradjenta | Boehringer Ingelheim | $488 | 84% |
| Janumet; Janumet XR | Merck | $526 | 85% |
| Otezla; Otezla XR | Amgen | $4,722 | 65% |
Aggiornamento del 25 Novembre 2025
I dazi USA sui prodotti farmaceutici sono ancora oggetto di revisione. Durante tutto il 2025 gli annunci da parte dell'amministrazione Trump relativamente al settore farmaceutico sono stati molteplici: Da quelli su un aumento dei dazi sulle importazione dei prodotti farmaceutici, a quelli che richiedono investimenti negli USA da parte delle aziende farmaceutiche, a quelli invece tesi a ridurre il prezzo dei farmaci nel mercato americano.
Di seguito riportiamo la sintesi dei principali annunci dell'amministrazione Trump riguardanti i prodotti farmaceutici. Si tratta di una sintesi di un articolo pubblicato il 24 Novembre su SWI swissinfo.ch a cura di Virginie Mangin membro dell'editorial board at SWI swissinfo.ch
| Data | Evento |
|---|---|
| 27 gennaio | Trump annuncia nuovi dazi all’importazione su prodotti farmaceutici senza specificare le aliquote che verranno applicate. |
| 18 febbraio | Trump annuncia dazi di almeno il 25% sull'importazione in America di prodotti farmaceutici. |
| 26 febbraio | Eli Lilly promette investimenti per 27 miliardi di dollari negli USA. |
| 21 marzo | Johnson & Johnson dichiara di voler investire 55 miliardi di dollari negli USA. |
| 1° aprile | Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti avvia un’indagine ai sensi della Sezione 232 per determinare se l’importazione di prodotti farmaceutici appresenti una minaccia per la “sicurezza nazionale” USA |
| 2 aprile | I prodotti farmaceutici sono tra i pochi esclusi dai dazi statunitensi. |
| 5 aprile | Novartis annuncia un investimento di 23 miliardi di dollari negli Stati Uniti. |
| 8 aprile | Trump accenna a “un dazio USA importante sui prodotti farmaceutici”. |
| 9 aprile | I dazi USA imposti a tutti i Paesi, eccetto la Cina, vengono sospesi fino al 9 luglio. |
| 22 aprile | Roche annuncia un investimento di 50 miliardi di dollari negli Stati Uniti. |
| 12 maggio | Trump firma un ordine esecutivo per applichare i prezzi della Nazione Più Favorita (NPF) ai farmaci di marca. |
| 14 maggio | Sanofi prevede d’investire almeno 20 miliardi di dollari negli Stati Uniti. |
| 24 giugno | Novo Nordisk prevede d’investire 4,1 miliardi di dollari in America. |
| 8 luglio | Trump minaccia dazi del 200% sui prodotti farmaceutici, “ma tra un anno o un anno e mezzo”. |
| 21 luglio | AstraZeneca annuncia un investimento di 50 miliardi di dollari negli Stati Uniti. |
| 31 luglio | Trump invia a 17 aziende farmaceutiche delle lettere che delineano gli impegni vincolanti da assumere entro il 29 settembre per allinearsi ai prezzi NPF. |
| 17 settembre | GSK investe 1,2 miliardi di dollari in America. |
| 25 settembre | Il presidente Trump annuncia dazi del 100% sui prodotti farmaceutici di marca o brevettati a partire dal 1° ottobre, “a meno che un’azienda NON STIA COSTRUENDO il proprio Impianto di Produzione Farmaceutica in America”. |
| 29 settembre | Nell’ultimo giorno utile per i 17 produttori farmaceutici che avevano ricevuto le lettere da Trump per assumere impegni negli Stati Uniti, Pfizer annuncia un investimento di 70 miliardi di dollari negli USA. È la prima azienda farmaceutica a firmare un accordo con l’amministrazione basato sulla politica NPF. |
| 1° ottobre | I dazi del 100% sui farmaci protetti da brevetto importati negli Stati Uniti non vengono applicati come previsto. |
| 10 ottobre | AstraZeneca annuncia un investimento di 50 miliardi di dollari negli Stati Uniti. |
| 16 ottobre | I farmaci per la fertilità in vitro Merck saranno venduti a prezzo scontato su TrumpRx.gov, a seguito di un accordo con il governo statunitense che esenta l’azienda dai dazi. |
| 6 novembre | Eli Lilly e Novo Nordisk accettano di ridurre i prezzi dei loro farmaci per il diabete e la perdita di peso e ottengono una sospensione di tre anni dai dazi USA sui prodotti farmaceutici. |
Aggiornamento del 12 Settembre 2025
Il dazio USA sulla maggior parte dei prodotti farmaceutici importati dall’Europa è zero.
In base ai capitoli 3003 e 3004 dell’HTSUS (Harmonized Tariff Schedule of the United States), molti prodotti farmaceutici finiti (ad esempio in compresse, capsule o soluzioni pronte) rientrano nello schema dei Pharmaceutical Products elencati nell’Accordo Farmaceutico (Pharmaceutical Agreement) dell’OMC, che gli Stati Uniti applicano: ciò comporta un dazio USA pari a 0%
Tuttavia alcune materie prime farmaceutiche e alcuni prodotti chimici intermedi utilizzati nella produzione di prodotti farmaceutici (capitolo 29 dell'HTSUS) possono essere soggetti ad un dazio USA qualora non inclusi nell’elenco Pharmaceutical Appendix.
Aggiornamento del 10 Luglio 2025
Il 9 Luglio 2025 l'Amministrazione Trump ha ipotizzato l'imposizione di dazi fino al 200% per importare prodotti farmaceutici in America, sarebbe di fatto un vero e proprio imbargo. I dazi USA sull'importazione di farmaceutici decorrerebbero di qui ad un anno per dare tempo di spostare la produzione negli Stati Uniti Le esportazioni italiane di prodotti farmaceutici nel mercato americano è stata pari a 11. 6 miliardi di dollari nel 2024.
Il caso più interessante relativamente alle importazioni di prodotti farmaceutici in America, invece, è senz'altro quello dell'Irlanda: il paese europeo dove tutte le più grosse società farmaceutiche americane hanno aperto da anni stabilimenti produttivi.
Dai primi anni 2000 l'Irlanda ha incominciato ad accumulare un avanzo commerciale con gli Stati Uniti sempre più significativo. Andando ad esaminare nel dettaglio le ragioni alla base di questo surplus commerciale dell'Irlanda con gli USA troviamo che è dovuto esclusivamente alle importazioni di prodotti farmaceutici di produzione delle case farmaceutiche americane che, appunto, hanno la loro produzione in Irlanda ed esportano dall'Irlanda in America.
Nel periodo Gennaio - Maggio 2025 l'86% delle esportazioni dall'Irlanda agli USA era rappresentato da prodotti farmaceutici. Poichè gli esportatori di farmaceutici dall'Irlanda agli USA altri non sono che le multinazionali farmaceutiche americane, sarà interessante vedere come si svolgerà l'attività di lobbying sul governo americano per evitare l'imposizione di dazi sulle importazioni USA di prodotti farmaceutici.
Le multinazionali americane avevano collocato nei decenni precedenti la loro produzione in Puerto Rico a motivo dei crediti d'imposta concessi dal governo americano alle case farmaceutiche che producevano o svolgevano ricerca scientifica in Puerto Rico. Quando questo regime di agevolazioni fiscali terminò, le multinazionali farmaceutiche americane spostarono la produzione in Irlanda dopo aver negoziato con il governo irlandese una tassazione sul reddito particolarmente favorevole. Sotto certe condizioni, i redditi generati all'estero da una società americana non sono tassati in America finché non rientrano negli Stati Uniti, sotto forma di dividendi pagati alla casa madre.
| Anno | Esportazioni USA Irlanda |
Importazioni USA da Irlanda |
Bilancia Commerciale USA-Irlanda |
Importazioni USA prodotti Farmaceutici da irlanda |
|---|---|---|---|---|
| 2010 | 10.9 | 26.6 | -15.7 | ~19.0 |
| 2011 | 9.0 | 39.4 | -30.4 | ~30.0 |
| 2012 | 9.7 | 48.0 | -38.3 | ~38.0 |
| 2013 | 10.8 | 51.6 | -40.8 | ~40.0 |
| 2014 | 10.5 | 54.0 | -43.5 | ~42.0 |
| 2015 | 11.2 | 60.1 | -48.9 | ~48.0 |
| 2016 | 10.2 | 60.2 | -50.0 | ~48.0 |
| 2017 | 10.0 | 61.6 | -51.6 | ~49.0 |
| 2018 | 10.4 | 67.9 | -57.5 | ~55.0 |
| 2019 | 12.3 | 82.2 | -69.9 | ~68.0 |
| 2020 | 12.5 | 84.8 | -72.3 | ~70.0 |
| 2021 | 13.9 | 91.8 | -77.9 | ~75.0 |
| 2022 | 14.8 | 104.9 | -90.1 | ~90.0 |
| 2023 | 18.0 | 107.0 | -89.0 | ~85.0 |
| 2024 | 16.8 | 103.3 | -86.5 | ~76.0 [73%] |
| 2025 (Gen-Mag) | 6.9 | 83.9 | -77.0 | ~72.0 [86%] |
Nota: I valori sono espressi in miliardi di dollari USA. I dati per il 2025 sono preliminari (Gennaio-Maggio). Le stime per i prodotti farmaceutici e chimici si basano sui dati disponibili e possono includere combinazioni di categorie correlate.

Dal 24 Febbraio, Dazio USA del 10% sulle importazioni dall'Italia

Clausole contrattuali per proteggersi dall'aumento dei dazi USA da inserire nei contratti di vendita per gli Stati Uniti

La pericolosa illusione della vendita negli Stati Uniti con Incoterm Ex Works [e l'aumento dei dazi USA]