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La tassazione sugli utili generati dal trading di criptovalute negli Stati Uniti è del 21% se l'investimento è effettuato attraverso una corporation.
Secondo la normativa fiscale americana le criptovalute sono considerate beni immateriali, poiché prive di forma fisica. Ai fini fiscali, le criptovalute in America sono trattate come beni (property) e non come valuta. L’IRS non considera quindi le criptovalute come beni materiali.
Aggiornamento del 21 Gennaio 2026
Secondo l’attuale orientamento dell’Internal Revenue Service (IRS), le criptovalute e gli altri asset digitali sono qualificati come beni (property) ai fini dell’imposta federale sul reddito negli Stati Uniti. Di conseguenza, le perdite derivanti da operazioni di trading in criptovalute sono, in via generale, qualificate come perdite in conto capitale, salvo che il contribuente non sia in grado di dimostrare che la propria attività di trading in criptovalute integri gli estremi di una attività d’impresa o professionale. Questa distinzione è cruciale ai fini della tassazione in America. Le perdite in conto capitale per la tassazione americana sono infatti soggette a limiti quantitativi stringenti, mentre le perdite di natura ordinaria possono, in determinate circostanze, compensare altre categorie di reddito.
La normativa fiscale statunitense non prevede criteri specifici per stabilire quando un’attività in criptovalute possa qualificarsi come trade or business. In assenza di regole dedicate, si applicano i principi generali sviluppati nel corso di decenni di giurisprudenza tributaria. Una delle pronunce più frequentemente richiamate è Commissioner v. Groetzinger, nella quale la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che un’attività può essere qualificata come trade or business solo se:
Tali criteri rappresentano oggi il parametro di riferimento anche per valutare se e quando l’operatività in asset digitali possa assumere rilevanza come attività economica ai fini fiscali statunitensi.

Aggiornamento del 07 Ottobre 2025
In base alla Revenue Ruling 2019-24, l’IRS (Internal Revenue Service) ha chiarito che le criptovalute ricevute a seguito di un hard fork o di un airdrop costituiscono reddito ordinario tassabile in America al valore di mercato nel momento in cui il contribuente ottiene il controllo effettivo dell’asset. Ciò implica che l’obbligazione fiscale sorge anche se la criptovaluta non viene venduta. Qualora il valore del token ricevuto diminuisca successivamente, il contribuente potrà generare una perdita futura, ma tale perdita non riduce l’imposta dovuta al momento della ricezione.
I contribuenti che svolgono attività di mining o staking in America devono affrontare considerazioni fiscali specifiche. I compensi derivanti dal mining sono generalmente qualificati come reddito ordinario al momento della ricezione, sulla base del valore di mercato, e possono essere soggetti anche all’imposta sul lavoro autonomo (self-employment tax) Le ricompense da staking seguono principi analoghi, sebbene vi siano contenziosi fiscali in corso che potrebbero ridefinire le regole applicabili nei prossimi anni.
Per i contribuenti statunitensi che detengono criptovalute su piattaforme estere si profilano obblighi di comunicazione ai sensi del Foreign Bank Account Report (FBAR) e del Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA). La mancata osservanza può comportare sanzioni severe. L’IRS ha inoltre annunciato l’intenzione di estendere esplicitamente tali regole di segnalazione ai digital assets detenuti all’estero.
Se ho solo acquistato criptovalute e non le ho vendute, devo pagare tasse in America
No. Il semplice acquisto di criptovalute in America non costituisce un evento imponibile. Tuttavia, è obbligatorio rispondere correttamente alla domanda relativa ai digital assets nel Form 1040.
Gli scambi tra criptovalute diverse sono tassabili in America?
Sì. Lo scambio di una criptovaluta con un’altra rappresenta un evento imponibile secondo le norme fiscali americane. Occorre dichiarare il valore di mercato della criptovaluta ricevuta per calcolare eventuali plusvalenze o minusvalenze.
Devo dichiarare in America le criptovalute detenute su exchange esteri?
Potenzialmente sì. Sebbene le attuali regole FBAR non menzionino espressamente le criptovalute, l’IRS può estenderle ai conti su exchange esteri. È prudente consultare un esperto fiscale statunitense.
Come vengono tassati negli USA gli acquisti pagati con criptovalute rispetto alla vendita della criptovaluta?
Dal punto di vista fiscale americano, l’utilizzo di criptovalute per l’acquisto di beni o servizi è assimilato a una vendita, poiché comporta la cessione dell’asset. È necessario calcolare la plusvalenza o la minusvalenza in base alla differenza tra il valore di mercato della criptovaluta al momento dell’acquisto e quello al momento dell’utilizzo.
Esempio: se si acquista 1 BTC a 90.000 USD e lo si utilizza successivamente come acconto per una casa quando vale 115.000 USD, si genera una plusvalenza di 60.000 USD, tassabile in America come se fosse stata una vendita in contanti.
Aggiornamento del 13 Agosto 2019
Investire in Bitcoin e Criptovalute attraverso una vostra società americana è un ottima idea dal punto di vista fiscale. Il trattamento fiscale in America degli utili derivanti dal trading di Bitcoin e Criptovalute è molto favorevole.
Due domanda che ci sono state rivolte già parecchie volte da clienti italiani è la seguente:
Chiariamo subito una cosa: investire in Bitcoin o Criptovalute di per sè non comporta il dover pagare tasse. Le tasse sugli investimenti in Bitcoin e Criptovalute sono dovute nel momento in cui l'investimento genera delle plusvalenze ["capital gain" per il fisco americano]
In altre parole quando l'investimento in Bitcoin o altre Criptovalute viene liquidato con un guadagno: se ho comprato 2 Bitcoin al prezzo di $7000 e li ho venduti a $8000 ho generato una plusvalenza di $2000. Le tasse che dovrò pagare tasse sono appunto sulla plusvalenza di $2000. In questo senso l'attività di trading [ovvero la compravendita ripetuta nel breve] è equiparata all'attivita di investimento [acquisto sporadico con rivendita a medio o lungo periodo] ed è suscettibile di generare plusvalenze / capital gain.
Il fisco americano ha chiarito che Bitcoin e tutte le criptovalute in genere sono "property". In altre parole investire o fare trading in Bitcoin è come farlo con delle normali azioni di società quotate. Un'ottima notizia dal punto di vista del trattamento fiscale dei Bitcoin in America.
Questa decisione del fisco americano significa appunto che gli utili derivanti dall'investimento in Bitcoin sono tassati come plusvalenze. La tassazione delle plusvalenze in America varia a secondo se la plusvalenza è realizzata da una persona fisica oppure da una corporation. Prendiamo in esame entrambi i casi:
Da notare che nel caso di investimentio in Bitcoin o altre Criptovalute effettuati attaverso una corporation detenuta da residenti fiscali italiani, vanno dichiarato in Italia solo i dividendieventualmente distribuiti dalla corporation [a differenza della LLC che deve sempre dichiarare in Italia tutti i redditi prodotti in America]
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