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La pratica di richiesta del visto B1 Business per gli Stati Uniti d'America non è una cosa semplice da prendere alla leggera

Ci sono norme chiare [e rigide] da rispettare ed esiste una procedura chiara [e rigida] da seguire
 

Occorre conoscere bene la legge americana che regola il rilascio dei visti B1 Business e capire quali sono i presupposti che sottostanno alla richiesta del visto B1

Inoltre i tempi sono cambiati: il numero di richieste di visti per l'America è aumentato e di conseguenza i controlli si sono fatti più scrupolosi

In altre parole, nella richiesta di visti per l'America, anche di visti "semplici" come il B1 Business, non è più il momento del "fai da te" e occorre affidarsi a degli specialisti


Respingimento all'aeroporto di New York

Oltre a conoscere la procedura per la richiesta del visto [B1 in questo caso] occorre capire bene quali qual è il visto più adatto in relazione alle vostre circostanze personali

Nel caso in esame era cruciale capire la differenza tra "business" e "lavoro" secondo la legge americana sull'immigrazione

Preparare una richiesta di Visto B1 Business per gli Stati Uniti nel pieno rispetto della normativa america sull'immigrazione 

A ExportUSA abbiamo preparato decine di pratiche per la richiesta i visti business a favore dei nostri clienti.
 

In collaborazione con il nostro studio legale di New York specializzato in immigrazione, ci occupiamo di tutto ciò che serve per la preparazione di una richiesta di visto secondo le normative più aggiornate in materia di immigration.

Ormai anche per ottenere il Visto B1 serve preparare una versione ridotta di business plan
 

Oltre alla preparazione del visto B1 in sè, e prima della preparazione, analizziamo assieme al cliente le circostanze e gli elementi che portano alla richiesta di visto in modo da assicurarci che il B1 sia davvero il visto più adatto per le circostanze in esame.

Seguiamo il cliente ad ogni passo e verifichiamo che la documentazione sia completa. Non inoltriamo domande di visto al consolato americano se non siamo completamente convinti che a livello formale e sostanziale non sia tutto in ordine e al completo.

Da notare che esistono diversi tipi di visti B1, ad esempio:

  • B1 Prospective E2: per chi sta preparando una pratica di richiesta di visto E2 da investitore;
  • B1 Tecnico: per persone che devono recarsi negli Stati Uniti per eseguire attività di tipo tecnico [manutenzione impianti, installazione macchinari, montaggio mobili etc.]


La richiesta del visto B1 Business per gli Stati Uniti è fatta nel presupposto che la persona cui viene concesso il visto B1 si rechi in America per fare "business" e non per lavorare. La definizione di "business" e di "lavoro" secondo la legge americana sull'immigrazione e' ben precisa e va tenuta presente quando si presenta la richiesta di un visto [B1 in questo caso] al Consolato americano.

Il visto B1 viene rilasciato appunto dal consolato americano ed assume la forma fisica [per così' dire] di un adesivo che viene applicato al passaporto della persona. All'arrivo in America, gli ufficiali dell'immigrazione americana verificano che il visto rilasciato sia corrispondente con la situazione di fatto della persona e che la persona possa entrare negli Stati Uniti nello "status" che il visto rilasciato dal Consolato americano richiede. In questo caso "condurre attività di business". Che sono altra cosa rispetto al lavoro. Il visto B1 Business NON permette di lavorare negli Stati Uniti.

il racconto che segue esemplifica in maniera pratica quali sono le conseguenze dello svolgere attività che  normalmente le persone non considerano come "lavoro" di per sé [perchè "lavoro" nella mente di tutti vuole dire essere a libro paga, ricevere uno stipendio, recarsi sul luogo di lavoro a una certa ora, ricevere i contributi di lavoro, avere diritto alle ferie pagate, ai contributi malattia e alla pensione etc.] ma che invece rientrano nella definizione legale di "lavoro" secondo le leggi americane.

Infatti, gli atti posti in essere dalla persona di cui riportiamo il racconto, integrano perfettamente la definizione legale di "lavoro" secondo la legge americana [e ci sono svariate leggi americane che integrano la nozione di "lavoro" guardando al "lavoro" ciascuna da una diversa angolatura e con scopi diversi]

Il risultato e' stato che alla persona e' stato vietato l'ingresso negli Stati Uniti ed e' stata rimandata in Italia con il primo volo disponibile. Oltre a quello, gli e' stato vietato di ritornare negli Stati Uniti per i prossimi 5 anni.


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NOMI, LUOGHI E DATE, QUANDO PRESENTI, SONO STATI MODIFICATI PER PROTEGGERE LA PRIVACY DELLE PERSONE COINVOLTE NELL'EPISODIO RIPORTATO
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SINTESI DEL FATTO REPORT SUI FATTI ACCADUTI AL CBP [Customs Border Patrol] DI

Mi imbarco da aeroporto in Italia la mattina del su volo da cui ho la connessione per Miami. Arrivo a città' americana alle ore circa del giorno (ora locale) con volo da e mi metto in fila per il controllo passaporto. E’ finalmente arrivato il mio turno e mostro all’ufficiale preposto al controllo il mio passaporto Italiano con VISA B1 rilasciato dal consolato americano di in data e che avevo utilizzato, per la prima e unica volta, per il mio precedente ingresso negli Stati Uniti in data . Da notare che dal timbro apposto sul passaporto avrei potuto lasciare il paese dopo i sei mesi previsti dal mio visto B1, ovvero entro il ma ho comunque deciso di lasciare gli US in data per espletare il mio lavoro in Italia, Francia e Russia.

Per entrare negli USA fino ad allora avevo sempre utilizzato il mio ESTA. Il mio biglietto prevedeva il rientro in Italia il giorno xxx, come per altro gia’ autorizzato sul mio passaporto dal mio precedente ingresso in data xxx. Una volta mostrato il passaporto al banco di controllo e risposto alla canonica domanda”per quale motivo intende entrare negli US?” e avendo risposto nella maniera standard “per motivi di Business”, l’ufficiale mi indica di spostarmi da una parte ed attendere un ufficiale che mi avrebbe condotto nella stanza sul retro per un controllo più approfondito.

Dopo circa 5 minuti vedo arrivare il secondo ufficiale che mi chiede di seguirlo nell’ufficio dove parlo con CBP officer “mario rossi” ed il suo supervisor “maria”. Erano circa le ore .... Mi sono avvicinato al desk dove come prima domanda che mi chiedono cosa fossi venuto a fare negli USA e chi avesse pagato per il mio volo, la mia risposta “il volo e’ stato pagato dal mio cliente xxx corp.”. Mi hanno chiesto chi fosse xxx corp. e gli ho risposto di avere una partita IVA in Italia e di avere un contratto con xxx corp. per alcune consulenze come product expert e facilitare la vendita di prodotti italiani. In piu’ di essere l’intermediario tra xxx corp. e fornitori italiani in quanto madrelingua italiano.

Abbiamo continuato la discussione cercando di spiegare bene chi fossi e cosa facessi, sia per conto di xxx corp. sia per conto di altri clienti (ed ho citato i nomi dei fornitori che rappresento). Mi hanno chiesto che tipo di contratto avessi con xxx corp. e se ne avevo una copia con me. A quel punto mi hanno detto di accomodarmi in una stanza con una scrivania ed un computer per scrivere una dichiarazione da rappresentare al supervisor per valutare la mia amissibilita’ o meno. Prima di questo pero’ hanno fatto una perquisizione del portafoglio e del mio bagaglio.

Controlli visti immigration AmericaNel portafoglio hanno trovato le carte del mio conto americano e quella intestata a xxx corp. con riportato il mio nome sopra, una tessera associativa di un supermarket americano, il mio biglietto da visita con logo xxx corp., nella borsa hanno trovato la copia del contratto con xxx corp., alcune brochure dei fornitori che rappresento, altri fogli tra cui la cartella con i preventivi per la fiera del 2017, le copie firmate dei contratti di rappresentanza di ditte italiane per conto di xxx corp.

A questo punto l ufficiale mario inizia a chiedermi per quale motivo avessi un conto americano e perche’ avessi una carta di debito cointestata con xxx corp. La mia risposta e’ il conto americano l’ho aperto per alcune necessita’ qui in America (tipo telefono, noleggio auto, ed altre spese personali). La carta cointestata con xxx corp. invece per le spese di viaggio che secondo nostro contratto in essere sono a carico di xxx corp.

Dopo il ritrovamento delle carte di credito e del contratto si e’ spostato in un altra stanza (immagino fare le fotocopie delle “prove”) e forse qualche altro tipo di controllo. Non ricordo quanto sia stato fuori dalla stanza. Rientrato dalla stanza, iniziamo con la stesura del verbale (in un primo momento con l’ausilio di un interprete italiano che poi ha abbandonato la conversazione a seguito di un crash del loro sistema di gestione).

Inizio a rispondere alle domande che mi pone l’ufficiale Mario. Impieghiamo circa un ora e mezzo per rispondere alle domande ed al momento del salvataggio delle informazioni sul loro sistema di gestione va in crash e non ci permette di proseguire con la stesura del verbale. La traduttrice abbandona la conversazione ed a me viene chiesto di spettare in sala di attesa che il sistema si sbloccasse.


Dopo circa 1 ora di attesa il sistema si sblocca ma come conseguenza del crash, parte delle domande e delle risposte e’ andata persa. Ricominciamo a stendere il verbale, questa volta senza l’aiuto della traduttrice e finiamo in mezzora, senza poi riuscire a riprendere tutti i punti a cui avevo risposto in precedenza.

Rileggo il verbale e firmo (prego vedere allegato). Erano circa ora .. e mi hanno annunciato il cambio di turno. Da quel momento in poi avro’ a che fare con altri due ufficiali, molto piu’ indisponenti dei 2 precedenti. I loro nomi sono Luigi (CBP officer) e un supervisor che ho incontrato solo 1 minuto nel momento in cui si e’ presentato nella stanza del computer dove avevamo redatto il verbale e, dopo una fuggente occhiata al report ha emesso il verdetto, “rimandatelo indietro”.


In 2 minuti quell’uomo aveva valutato e deciso di rimandarmi indietro e darmi un interdizione di 5 anni dal paese. La decisione e’ presa, non e’ stato piu’ possibile dire o fare altro, mi hanno portato in una stanza per una perquisizione fisica e del bagaglio di stiva. Mi hanno tolto il cellulare, l’orologio, i lacci delle scarpe, la cintura e messo in una stanza di 3x6 in custodia. Mi hanno dato da mangiare e da bere e fatto fare un unica telefonata (che ho deciso di dare a ...). A questo punto non ricordo che ore fossero, dovevano essere passate da poco le ore .. e sono in loro custodia fino alle ore .. del giorno .. , momento in cui mi imbarco per Parigi con volo numero volo.

La mia inammissibilita’ e' sancita dal CFR 212(a)-(7)(A)(i)(l) e questo e' l'esito del verbale:

" You are an immigrant not in possession of a valid unexpired immigrant Visa, reentry permit, border crossing card, or other valid document required by the immigration and nationality act, because you admitted under oath that your previous entry to the United States you obtained unauthorized employment providing consultation services to a company called xxx corp.

The subjected admitted to a contract between himself and the company to earn the following monthly wages: $2500

The subject also stated to SCBPO mario that his most recent payment made to him by xxx corp. was in the amount of $1200 and made to his American bank account. Furthermore you admitted to intentions to resuming your consultation duties on your current trip to the United States. Today you cannot overcome the presumption of being an intended immigrant and therefore found to be inadmissible into the United States.


"


Analisi dei fatti descritti in relazione a quanto previsto dalle norme per il rilascio del visto B1 Business per gli Stati Uniti

Con il visto B1 Business non è permesso lavorare in America

Il problema principale di questo caso èche la persona ha chiesto un visto B1 Business che consente di fare appunto "business" in America ma poi in realtà la persona ha svolto una attività di lavoro senza avere un visto di lavoro per gli Stati Uniti. Questo e' il primo problema. Ce ne sono però altri due:



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