Aprire un ristorante a New York

Ne abbiamo già parlato ampiamente: la ristorazione negli Stati Uniti sta vivendo un momento d’oro dopo essere uscita dal baratro in cui era caduta negli anni della crisi. New York, in particolare, sta trainando questa crescita, con un tasso di uscite nei ristoranti e una spesa media in crescita a livelli impensabili fino a pochi anni fa. 

La crescita è trainata dal nuovo concetto di fast casual, una filosofia fast food improntata alla qualità del prodotto e alla velocità di servizio. In sintesi, un fast food di alta qualità.
Grandi catene, ma anche negozi indipendenti fondati su questo concept stanno facendo registrare una crescita in doppia cifra, richiamando soprattutto la fascia più giovane della popolazione. 

Tra questi, in particolare, è Chipotle la catena che sta avendo il successo più ampio. Di proprietà del gruppo Mc Donald’s fino al 2006, Chipotle è un fast casual con menu messicano senza servizio al tavolo e con un range di prodotti piuttosto limitato. 

Il successo di Chipotle offre un interessante spunto di riflessione: fast food, negli Stati Uniti, non è più solo hamburger e patatine, ma è un concetto molto più ampio, aperto a proposte internazionali come quella della cucina messicana. La domanda sorge dunque spontanea: c’è spazio anche per un fast casual italiano? Oppure non è possibile coniugare la qualità nostrana con la velocità del servizio?

La risposta a questa domanda arriva da Londra, dove un 29enne romano ha fondato Caterina 55, un ristorante che propone un menu di pietanze italiane (accanto ad alcune più internazionali e tipiche del fast food) preparate con prodotti di qualità e con un servizio veloce.

Il risultato? 10% di crescita del fatturato mese dopo mese e i primi passi verso un’espansione in franchising nella City londinese. 

Considerando il successo dei ristoranti italiani, la situazione generale della ristorazione e il chiarissimo trend che vede protagonisti i fast casual negli Stati Uniti, non sembra difficile immaginare la presenza di una proposta italiana a New York.

Chi sarà dunque il pioniere di questo nuovo concetto? Certo è che con un giusto mix di immagine, qualità e identità di marca, un fast casual italiano potrebbe indubbiamente imporsi in maniera innovativa sul mercato di New York.

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