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La produzione di petrolio e gas naturale più che raddoppiata negli ultimi 10 anni renderà gli Stati Uniti un paese esportatore entro il 2030

Aggiornamento del 14 Luglio 2019 - [Articolo originariamente pubblicato da ExportUSA il 9 Settembre 2015] In realtà l'America è poi diventata un esportatore netto di gas naturale liquefatto [LNG] già nel 2018



Quello che fino a qualche anno fa sembrava essere un obiettivo irraggiungibile, oggi si sta rivelando un traguardo più vicino del previsto: gli Stati Uniti entro il 2030 raggiungeranno l’autosufficienza energetica,  e ciò avra' ripercussioni sugli equilibri geopolitici a livello mondiale. La produzione di petrolio e gas naturale i America americano è in crescita in ogni area, e tra queste il petrolio greggio si attesta il primato grazie ad una produzione piu che raddoppiata negli ultimi 10 anni e ancora in crescita; si prevede che l’estrazione di petrolio in America aumenterà da una media di 8.71 milioni di barili al giorno nel 2014, ad una media di 9.36 milioni di barili al giorno nel 2015. 





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L'aumento di estrazione di petrolio e gas naturale, particolarmente significativa nel Texas e North Dakota, favorisce una diminuzione dei prezzi, ed è per questo motivo che molte aziende del settore hanno deciso di chiudere gli impianti di produzione esteri per approfittare dei bassi prezzi dell’energia negli Stati Uniti.
 

L’aumento di produzione da un lato e la riduzione della domanda interna dall’altro, a seguito di un uso sempre piu frequente di energie rinnovabili e di nuove tecnologie eco-compatibili, trasformeranno gli Stati Uniti da paese per tradizione importatore di petrolio a un paese esportatore di petrolio e gas naturale. Il tutto, come mostrato nel grafico, tra il 2020 e il 2030.


 

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Le conseguenze dell’autosufficienza energetica sulla bilancia commerciale americana, sul deficit federale americano e sulla politica estera degli Stati Uniti

Innanzitutto, un calo di 4 milioni di barili al giorno in importazioni entro il 2020 porterebbe ad un risparmio di 145 miliardi di dollari, circa il 30% del deficit federale. In aggiunta, la trasformazione in Paese esportatore, secondo i dati di U.S. Energy Information Administration (EIA), porterebbe ad un aumento dei redditi per le famiglie, dei posti di lavoro e delle entrate pubbliche, una maggiore competitività tra le imprese ed una maggiore flessibilità nel trattare i rapporti esistenti con il Medio Oriente.

In particolare, gli Stati Uniti non dovranno piu' dipendere dal petrolio del Medio Oriente o fare affidamento agli altri paesi produttori come Nigeria, Algeria, Canada. Essere indipendente da Kuwait, Iraq e Arabia Saudita, potrebbe portare al disimpegno americano dagli scenari di guerra in Medio Oriente.

Alla luce di tutto ciò, c'è da dire che il Presidente Obama e gli Stati Uniti stanno diventando la nuova meta di molte aziende e multinazionali del settore petrolifero, che qui trovano costi dell’energia ridotti, produzione in aumento e prospettive di crescita senza eguali.

 

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