politica monetaria Stati Uniti

30/08/2020

La Politica Monetaria, Economica e Fiscale degli Stati Uniti: Commenti e Aggiornamenti dall'osservatorio di ExportUSA  

Scenari e prospettive della economia americana

 



Aggiornamento andamento politica economica e monetaria Stati Uniti





Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti

 

Aggiornamento del 30 Agosto 2020

Storico cambiamento nella strategia di politica monetaria degli Stati Uniti

Nel formulare le decisioni di politica monetaria la FED si concentrerà sul tasso di disoccupazione e non più sul tasso di inflazione

Il Governatore della FED Jerome Powell ha illustrato nel corso di una conferenza la scorsa settimana un cambiamento strategico fondamentale per la banca centrale americana. Alla luce della crisi economica innescata dal COVID-19, per le manovre monetarie la FED guarderà al tasso di disoccupazione e non più al tasso di inflazione. La FED ritiene che il rischio di un indice dei prezzi più alto di quello ideale sia di gran lunga inferiore a quello di un tasso di disoccupazione troppo elevato [6.3% il dato di Luglio 2020 dopo che a Gennaio si era raggiunto il minimo storico del 3.4%]

La conseguenza immediata di questa nuova fase della politica monetaria della FED è che i tassi di interesse americani rimarranno bassi ancora per un lungo periodo e che non servirà più tenere in conto il tasso di inflazione per stimare le nuove azioni di politica monetaria dell'America. Dato il livello ormai prossimo allo zero dei tassi di interesse, è anche certo che la FED continuerà l'acquisto di titoli di stato e di obbligazioni per iniettare liquidità nel sistema.



Aggiornamento del 18 Maggio 2020

Previsioni ed andamento dell'economia americana ai tempi della pandemia COVID-19

L'economia americana, al pari di quelle di tutto il resto del mondo, è stata profondamente sconvolta dalle conseguenze del CoronaVirus. La chiusura degli esercizi commerciali e delle attività produttive ha provocato un aumento della disoccupazione che si prevede possa sfiorare il 20%.

Il governo federale ha reagito lanciando un piano di aiuti da 2700 miliardi di dollari che è stato approvato in 5 settimane mentre i fondi sono stati erogati nel giro delle 5 settimane successive.

È ovvio che nell'eccezionalità di questa situazione citare i dati relativi all'economia americana non ha alcun senso se non quello di pensare che, passata la pandemia, l'economia americana possa tendere a ritornare ai livelli di occupazione e di espansione economica raggiunti appena prima dello scoppio dell'emergenza. 

Riapertura dell'economia americana: entro la fine del mese di Maggio 42 stati americani riapriranno e questo è un buon segno perchè indica che la tensione al ritorno alla normalità è un obiettivo primario dell'amministrazione americana.



Aggiornamento dell'8 Aprile 2020


La FED espande le misure di politica monetaria annunciate il primo Aprile

L'IMF lancia un programma a favore dei paesi che non detengono titoli americani denominati in Dollari USA

Anche la BCE annuncia importanti novità 

Una FED sempre più determinata e focalizzata al sostegno dell'economia in questa nuova crisi mondiale ha annunciato che allargherà il piano di Quantitative Easing anche ai Corporate Bond concentrando gli acquisti sulle scadenza sotto i 5 anni. Per il momento è previsto un piano di acquisti di 30 miliardi di dollari. Gli acquisti avverranno sia sul mercato primario che su quello secondario.

Il Fondo Monetario Internazionale affianca la FED nello sforzo di supportare la liquidità in dollari richiesta dai mercati. In particolare il FMI aprirà delle linee di credito a breve denominate in dollari a favore di tutti quei paesi che non hanno in portafoglio titoli di stato americani e che non possono quindi accedere al programma di acquisti varato dalla FED la scorsa settimana [vedi l'aggiornamento del Primo Aprile più sotto su questa pagina]

La BCE dal canto suo ha annunciato che alleggerirà i requisiti sulle garanzie richieste alle banche per prendere fondi a prestito: “Il Consiglio dei governatori della Banca Centrale Europea ha adottato un pacchetto di allentamento temporaneo dei collaterali per facilitare la disponibilità di fondi per le controparti dell’Eurosistema che partecipano alle operazioni di fornitura di liquidità”.

Una mossa preventiva, un'ottima mossa, in vista di possibili declassamenti del debito da parte delle agenzie di rating, volta a scongiurare il pericolo che si possa bloccare il meccanismo di creazione di liquidità per il mercato.


Rendimento dei titoli di stato americani su varie scadenze

Gli effetti della politica monetaria della FED sono evidenti nel drammatico calo dei rendimenti lungo tutta la curva delle scadenze. Da notare in particolare il robusto calo del rendimento del titolo a 10 anni che viene usato come benchmark per determinare il tasso sui mutui casa.

  • 01 Gennaio 2020

1M    6M    1Yr   10Yr   30Yr
1.53  1.57  1.56  1.88   2.33

  • 07 Aprile 2020

1M    6M    1Yr   10Yr   30Yr 
0.10  0.20  0.20  0.75   1.32 


Per lo storico dei rendimenti dei titoli di stato americani, consultare questa pagina del sito del Department of Treasury



Aggiornamento dell'1 Aprile 2020

Nuova mossa di politica monetaria della FED: si porrà in contropartita alle banche centrali straniere per l'acquisto di titoli americani denominati in Dollari USA

In una nuova mossa a sorpresa, la FED ha annunciato che a partire dal 6 Aprile si porrà in contropartita di qualsiasi banca centrale per l'acquisto di Treasuries americani di ogni scadenza.

Una misura improvvisa e molto decisa che da un'idea della determinazione della Banca Centrale Americana nel controllare il mercato monetario com particolare riguardo all'offerta di moneta e al livello dei tassi di interesse sul dollaro.

La posizione in acquisto dei titoli USA, oltre che alle banche centrali degli altri paesi, si estende anche a tutte quelle banche che intrattengono conti reciproci con la FED.

La misura si affianca ai conti swap in valuta che la FED già detiene con 14 banche centrali straniere e che permettono lo scambio pronti contro termine dollaro/valuta.

Le operazioni di acquisto della FED si svolgeranno al di fuori del mercato monetario per non influenzare i prezzi dei Treasuries e quindi i tassi di interesse sul dollaro.

Questa nuova misura monetaria, al pari dei conti swap in valuta, ha l'obiettivo di assicurare la massima liquidità ai mercati ed evitare il rialzo dei tassi di interesse sul dollaro nel momento in cui il governo federale americano ha varato un piano di supporto all'economi del valore di 2000 miliardi di dollari.


Aggiornamento del 26 Marzo 2020

Approvato il piano di supporto dell'economia americana: votato al Senato ieri, passerà oggi al Congresso 

Gli Stati Uniti lanciano un piano di aiuti per l'economia americana del valore di 2000 miliardi di dollari, importo record per gli USA



La FED rilancia il Quantitative Easing


Lo scopo dell'azione di sostegno è quello di ridurre il numero dei fallimenti e di creare un ammortizzatore sociale che permetta alle persone di mantenere un tenore di vita standard. In sintesi, piano prevede:

  • 250 miliardi di dollari destinati ai sussidi alla disoccupazione, quella che in America si chiamano "Unemployment Benefit". Il fondo antidisoccupazione federale si somma a quello che tutti gli stati già anno. Combinando il fondo federale e quelli statali, la durata dei sussidi di disoccupazione arriva a coprire 26 settimane;
  • Sussidi diretti ai contribuenti americani: verranno dati $1200 una tantum a ciascun contribuente il cui reddito annuo è inferiore ai $75000 [$99000 per i nuclei familiari che ricevono invece $2400]
  • Ulteriore sussidio ai nuclei familiari di $500 una tantum per ogni figlio minore;
  • 500 miliardi di dollari in prestiti per le aziende con più di 500 dipendenti. Di questi, 58 miliardi andranno alle linee aeree e 17 alla Boeing, protetta come compagnia critica per la sicurezza nazionale;
  • 367 miliardi di dollari in prestiti a favore delle piccole e medie imprese;
  • 130 miliardi di dollari per aiutare gli ospedali ad attrezzarsi per l'emergenza [provvedimento tardivo ma meglio tardi che mai..]
  • 150 miliardi di dollari destinati a Stati e Città per gestire le spese legate ad emergenze locali.

In aggiunta al piano di aiuti per l'economia reale, la FED ha annunciato che le azioni di QE [Quantitative Easing] già varato la scorsa settimana proseguiranno senza limiti agli acquisti [precedentementeera stato posto un tetto di 700 miliardi di dollari]

Dal lato Europa, la BCE ha annunciato che le azioni di acquisto di titoli previste dal piano di QE procederanno senza limiti senza limiti di acquisti. La BCE per la prima volta acquisterà anche debito con scadenze inferiori ai 70 giorni (termine ridotto dai precedenti 12 mesi) tipicamente quindi anche la "carta commerciale" Infine, è stato eliminato il limite di acquisto del 33% per ogni singolo Paese


Aggiornamento del 16 Marzo 2020

Azioni di emergenza della Federal Reserve per contrastare la volatilità dei mercati finanziari negli Stati Uniti a seguito dell'epidemia da Coronavirus 

  • Taglio dei tassi di interesse sui Fed Funds che adesso possono oscillare in una forchetta tra lo 0% e lo 0.25%.
  • Programma di acquisto di titoli di stato americani per un valore di 500 miliardi di dollari nei prossimi mesi.
  • Programma di acquisto di Mortgage Backed Security per un valore di 200 miliardi di dollari nei prossimi mesi.
  • Annunciata una iniezione di liquidità nel sistema pari a 1500 miliardi di dollari per evitare tensioni sul mercato. 

 

Aggiornamento del 02 Dicembre 2019

La FED si sta preparando per l'ultima riunione dell'anno e non sembrano esserci grosse novità all'orizzonte

Rilevante la dichiarazione del Governatore della Banca Centrale Americana jerome Powell che ha ripetuto che l'inflazione dovrebbe aumentare significativamente per spingere la FED ad alzare i tassi di interesse in America.

Ricordiamo che la FED ha tagliato i tassi di interesse tre volte nel corso del 2019 e il range del benchmark rate è addesso 1.5% - 1.75%.

Sempre Powell ha dichiarato che la manovra di espansione monetaria di Settembre, con cui la FED ha pompato nel sistema oltre 270 miliardi di dollari, ha avuto carattere tecnico e non ci sono cambiamenti nella politica monetaria della FED.


Principali indicatori economici americani:

  • Tasso di inflazione: 1.8 [Ott. 2019]
  • PIL USA: 2.1% crescita prevista per il 2019
  • Tasso di disoccupazione in America: 32.5% [Sett 2019] Era 3.7% ad Agosto 2019.
  • Cambio Dollaro/Euro: 1.1080 [02 Dic 2019]


Tassi di rendimento dei titoli di stato americani:

  • 30anni: 2.21%
  • 10 anni: 1.78%
  • 1 anno: 1.60%
  • 6 mesi: 1.63%
  • 1 mese: 1.62%


La FED annuncia un programma di acquisto di titoli pubblici per iniettare liquidità nel sistema

Venerdì 11 Ottobre 2019 La Federal Reserve ha dichiarato che acquisterà buoni del Tesoro a breve termine ogni mese fino al secondo trimestre del 2020 per iniettare liquidità nel sistema bancario e semplificare il controllo del tasso di interesse di riferimento.

L'azione segna l'ultima risposta della Fed a una carenza di riserve di liquidità nel sistema economico americano che si è sviluppata il mese scorso e ha causato un picco dei tassi di interesse a breve termine, mandando brevemente il tasso di riferimento della Fed al di sopra del suo target di riferimento.

La Fed di New York ha dichiarato che i suoi primi acquisti mensili, a partire da martedì, ammonteranno a $ 60 miliardi. Non sono stati specificati importi futuri.

La Fed ha anche detto che estenderà un'operazione di prestito a breve termine separata a gennaio che ha anch'essa lo scopo di aumentare le riserve bancarie.



Ulteriore taglio dello 0.25% dei tassi americani annunciato il 18 Settembre 2019

Prima delll'annuncio relativo agli acquisti di titoli di stato, la FED il 18 Settembre aveva annunciato un taglio ai tassi d'interesse di riferimento [i cosiddetti FED Funds] di un quarto di punto.

La Fed ha abbassato i tassi di un quarto di punto percentuale nelle riunioni di luglio e settembre del Federal Open Market Committee. I mercati finanziari si aspettano un'altra mossa di dimensioni simili alla riunione prevista per il 29-30 ottobre.





Taglio dei tassi di interesse in America



Aggiornamento del 13 Luglio 2019

Cambia l'atteggiamento della Federal Reserve che non solo non aumenta i tassi d'interesse durante la sua ultima riunione, ma addirittura annuncia la possibilità di una riduzione dei tassi di interesse americani nei prossimi mesi 

Nuova fase espansiva per la politica monetaria della FED. Ulteriore stimolo della fase espansiva dell'economia USA

Jerome Powell, Federal Reserve Chairman, ha dichiarato nel corso di una audizione al Senato Americano che la FED vede spazion per una riduzione dei tassi di interesse in America.

"La relazione tra il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione si era già indebolita ma adesso questo legame si è proprio rotto"

La risposta della FED alla guerra commerciale e al rallentamento del commercio internazionale sarà quindi quella di un taglio ai tassi d'interesse USA nei mesi a venire. Una politica monetaria accomodante, quella dell'America, che trova allineata anche la Banca Centrale Europea di recente passata sotto la guida di Christine Lagarde che ha sostituito Mario Draghi alla fine del suo mandato.

Prevediamo una ulteriore espansione dell'economia americana e della domanda interna americana guidata dai consumi privati. Una congiuntura favorevole sostenuta anche dal continuo aumento delle esportazioni di gas naturale americano che contribuiscono ad aumentare l'offerta di moneta e a contenere il disavanzo federale.

Inflazione e offerta di moneta negli Stati Uniti



Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 05 Maggio 2019

La Federal Reserve non aumenta i tassi d'interesse durante la riunione dell'1 Maggio 2019. Il target dei tassi americani rimane nella forbice tra il 2.25% e il 2.5% 

Anche la politica monetaria della FED contribuisce a sostenere la fase espansiva dell'economia USA

Nell'ultima seduta di Aprile la Fed ha deciso di mantenere inalterati i tassi di interesse americani. La FED ha già aumentato i tassi quattro volte nel corso del 2018 ed i mercati si aspettavano che la politica restrittiva continuasse nel corso del 2019.

La Federal Reserve invece ha cambiato atteggiamento al primo segno di rischio di rallentamento dell;economia mondiale e ha deciso di non continuare ad alzare i tassi per adesso.

Nel 2018 la FED guardava al tasso di disoccupazione in America per decidere sul rialzo dei tassi ed evitare il rischio di una spirale inflazionistica. Quando si è notato che alla diminuzione del tasso di disoccupazione non ha corrisposto un aumento dell'inflazione in America, le preoccupazioni della FED si sono allentate.

Il tasso di disoccupazione USA ha appena segnato il minimo da 50'anni a questa parte: 3.6%

Il nuovo parametro economico a cui guardare diventa ora per la FED il tasso di inflazione.
La fed si prefigge un obiettivo del 2% ma al momento l'inflazione in America è all'1.5% scongiurando almeno per i prossimi mesi, quindi, un aumento dei tassi di interesse in America.
 
Questa pagina sel sito di ExportUSA offre un'interessante analisi sulla dinamica dell'inflazione in America in relazione alla scuola di pensiero monetarista e analizza le cause alla radice del basso tasso di inflazione americana legandole all'analisi dell'offerta di moneta dell'economia americana e al fatto che a ridosso della crisi finanziaria del 2008 la velocità di circolazione della moneta sia diminuita del 20%.

Nel frattempo la Federal Reserve sta pensando ad un nuovo strumento di politica monetaria per espandere l'offerta di moneta in America che possa in un certo senso sostituire il programma di Quantitative Easing da poco terminato.


Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 10 Aprile 2019

Scompare il rischio di recessione per l'economia americana

Secondo Goldman Sachs la probabilità che l'economia americana entri in recessione nei prossimi 12 mesi è solo del 10%

In realtà noi di ExportUSA non avevamo mai pensato che l'ipotesi di una recessione dell'economia americana avesse alcun fondamento. Questa sensazione circa le prospettive dell'economia USA aveva però preso corpo nelle ultime settimane a seguito della inversione della curva dei rendimenti dei Treasury americani.

In pratica era successo che le scadenze più brevi [fino a 6 mesi] rendessero di più di quelle a lungo termine [da uno a dieci anni]. In particolare c'era stato un momento in cui i tassi a sei mesi erano alla pari di quelli a dieci anni.

Una parte del mercato aveva letto nell'inversione dei tassi [che non accadeva dal 2007] come un segnale di aumento del rischio percepito, insito nell'economia americana, da parte degli operatori finanziari.

L'interpretazione di noi di ExportUSA era invece quella che il mercato stava semplicemente anticipando le aspettative di rialzo dei tassi di interesse da parte della FED. Rialzo dei tassi che poi non si è realizzato in quanto la FED ha deciso di adottare una politica più attendista a fronte dei rallentamenti delle stime di crescita dell'Eurozona. 

Quando il mercato ha constatato il cambiamento di rotta della FED sono cambiate anche le aspettative e la curva dei rendimenti ha cominciato a correggersi. Ad oggi la curva dei tassi è ancora invertita ma sta lentamente riprendendo la forma tradizionale con tassi di interesse crescenti per scadenze crescenti.



La curva dei rendimenti dei Treasury americani al 9 Aprile 2019

Data1 mo2 mo3 mo6 mo1 yr2 yr3 yr5 yr7 yr10 yr20 yr30 yr
04/01/19 2.42 2.43 2.43 2.46 2.41 2.33 2.29 2.31 2.40 2.49 2.71 2.89
04/02/19 2.43 2.42 2.42 2.45 2.41 2.30 2.26 2.28 2.38 2.48 2.70 2.88
04/03/19 2.42 2.43 2.44 2.45 2.41 2.33 2.29 2.32 2.42 2.52 2.75 2.93
04/04/19 2.43 2.43 2.44 2.46 2.41 2.33 2.29 2.32 2.41 2.51 2.74 2.92
04/05/19 2.42 2.43 2.44 2.46 2.43 2.35 2.30 2.31 2.40 2.50 2.72 2.91
04/08/19 2.43 2.44 2.43 2.48 2.43 2.36 2.31 2.33 2.42 2.52 2.74 2.93
04/09/19 2.42 2.43 2.42 2.46 2.42 2.35 2.31 2.31 2.40 2.51 2.73 2.92
11/10/19 1.76 1.74 1.68 1.68 1.67 1.63 1.60 1.59 1.68 1.76 2.04 2.22





Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 28 Aprile 2017

Primi 100 Giorni del Presidente Trump: il commento dell'Ambasciatore per l'Unione Europea in America

Alessandro Colnago, Vice President di ExportUSA ospite alla colazione con l'Ambasciatore per l'Unione Europea negli Stati Uniti David O'Sullivan che commenta i primi 100 giorni dell'Amministrazione Trump e le prospettive di commercio bilaterale attraverso l'Atlantico

L'Ambasciatore O'Sullivan è ottimista sulle prospettive di sviluppo commerciale tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea e riflette un clima diplomatico inusuale ma proattivo tra le due potenze economiche. Ci tiene a precisare che le probabilità di un aumento di tariffe o limitazioni ai correnti Trade Agreements che legano gli Stati Uniti ad altri paesi è minima e fondata sull'utilizzo di trattati americani nati per salvaguardare le industrie nazionali in caso di guerra o gravi e provate minacce economiche, oggi assenti. Il movimento di beni e persone tra USA e EU non è mai stato così florido. 15 milioni di persone si trasferiscono per lavoro da una parte all'altra dell'oceano ogni anno. Il tema della sicurezza alle frontiere è prioritario per entrambi le aree ecomiche, ed è per questo che l'Unione Europea introdurrà un sistema di pre-controllo e registrazione di ingressi equivalente all'ESTAamericano a partire dal 2020. 



Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 28 Marzo 2017

Le prime mosse di politica "vissuta" dell’Amministrazione del Presidente Trump fanno cambiare le aspettative dei mercati finanziari americani: dal mercato azionario a quello dei cambi

Fermata del Dow Jones con un inizio di spostamento degli investimenti verso i mercati azionari europei. Il cambio Dollaro / Euro sfiora l'1.10 

All’indomani dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti il mercato azionario americano assegnato il record assoluto di tutti tempi sfiorando i 22.000 punti. Le aspettative erano quelle, come avevamo già detto in precedenza, di un forte stimolo all'economia generato dal programma di investimenti per l'ammodernamento delle infrastrutture in America.

Nelle settimane a seguire si è verificato un curioso fenomeno da parte degli investitori o forse degli speculatori: quello del trading azionario basato sui twitter del presidente. Il comparto bancario e quello delle società farmaceutiche [e dell’health care] hanno così visto I rialzi più forti. Le aspettative degli investitori sul mercato americano erano quelle di una minore regolamentazione il settore bancario E di un rilancio del settore farmaceutico a seguito di un incontro apparentemente molto amichevole tra il presidente Trump gli amministratori delegati delle maggiori case farmaceutiche americane.

Lo stesso tempo il cambio del dollaro si rafforzava sull'euro in previsione di un aumento dei tassi d'interesse causato dalle pressioni inflazionistiche della politica economica americana del Presidente Trump.

È bastato poco perché questo quadro idilliaco crollasse repentinamente.

La sconfitta dell'amministrazione Trump sul voto per la revisione profonda dell’Obamacare ha cambiato completamente lo scenario delle aspettative degli investitori americani. La sensazione adesso è quella che non sia per niente scontato che il presidente Trump riesca a per passare le altre proposte di politica economica che formano il cardine nel suo programma economico per l'America.

Stiamo parlando della riduzione delle tasse in America per società di persone fisiche e del programma di investimenti per il rinnovo l'infrastruttura. Fin quando il presidente può agire per decreto sembra assodato che Trump riesca a fare le cose, ma, ma quando invece deve raccogliere il consenso del congresso o del senato, ecco che cosa si complicano.

Di conseguenza nel giro di pochi giorni il cambio dollaro euro ha sfiorato l’ 1.10 mentre il mercato azionario ha visto la correzione del 4% con 9 miliardi di dollari che sono stati disinvestiti dal mercato azionario americano per essere reinvestiti su mercati azionari europei. Per ciò che riguarda il mercato azionario in particolare è stato notato che il rapporto prezzo utili del mercato azionario americano è di 18 mentre quello dei mercati azionari europei è di 14 e quindi molto più favorevole. Il prossimo di politica economica Americana saranno crucialiper determinare la tendenza del mercato finanziario americano nei mesi a venire.



Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti

Aggiornamento del 15 Febbraio 2017

Analisi sulle tendenze dei mercati in America

Il consenso che sta maturando tra gli operatori finanziari in America è che le politiche del Presidente Trump siano fortemente inflazionistiche 

L'Amministrazione Trump si è insediata con un programma di espansione economica basato da una parte sugli investimenti per il rinnovo delle infrastrutture americane. Investimenti in parte da finanziarsi con il rientro a tassazione agevolata dei profitti detenuti all'estero dalle multinazionali americane.

Un altro pilastro della politica economica americana è l'incoraggiamento della produzione in America, del Made in America, soprattutto attraverso il reshoring delle produzioni a suo tempo spostate in Cina e anche in Messico.

Il problema è che l'economia americana è vicina al pieno impiego delle risorse nel senso micro economico del termine. In particolare il tasso di disoccupazione in America è al 4.7%.

In questo scenario dell'economia americana, una duplice azione di stimolo economico come quello appena descritta avrebbe un forte effetto espansionistico che però, nel contesto attuale, genererebbe anche una marcata spinta inflazionistica con conseguente rialzo dei tassi di interesse da parte della FED. Il rafforzamento del Dollaro sarebbe la naturale conseguenza di questa serie di eventi e la parità Dollaro - Euro sarebbe davvero a portata di mano. Il tutto renderebbe più difficile mantenere la barra delle politiche economiche care al Presidente Trump.

Forse la verità era che l'America era già Great e non aveva bisogno del "Again" nell'equazione. Quantomeno dal punto di vista della politica economica. Certo, la politica estera e la politica sull'immigrazione si prestano a visioni ideologiche diverse e forse il "Great Again" in questo contesto poteva anche avere un senso [dipende dai convincimenti politici di ognuno].

Ridurre il numero degli ingressi concessi con il programma dei visti di lavoro H1 ed espellere i migranti illegali non farebbe altro che aumentare la tensione sul mercato del lavoro e le spinte inflazionistiche in America.   

Se aggiungiamo la riforma sulla tassazione delle società in America il rialzo del tasso di inflazione è quasi una certezza.

Questa evoluzione del quandro macroeconomico potrebbe essere il fattore più potente di moderazione del rinnovo delle politiche economiche e monetarie in America.



Aggiornamento 01 Febbraio 2017

Politica economica e monetaria degli Stati Uniti all'indomani dell'insediamento dell'Amministrazione del Presidente Trump 

La Presidenza Trump ha inaugurato un nuovo corso di politica economica e monetaria in America. Al di là del giudizio politico, i cambiamenti annunciati hanno gia' cominciato ad influenzare i mercati 

  • Politica Economica

Rientro in America degli utili detenuti all'estero dalle multinazionali americane
Questo sarebbe n cambiamento epocale perchè nessuna amministrazione aveva neppure pensato di proporre una cosa del genere. Se L'Amminstrazione Trump ci riuscisse, si calcola che il "sistema Stati Uniti" riceverebbe una iniezione di liquidità di circa 500 miliardi di dollari senza aumentare di una iota la pressione fiscale.

Finanziamento statale del piano di rinnovo delle infrastrutture in America 
Parte di questa liquidità andrebbe a finanziare un gigantesco piano di investimenti per il rinnovo delle infrastrutture: strade, ponti, porti, aeroporti, ferrovie etc. In pratica un puro stimolo di stampo Keynesiano che unirebbe in un afflato fraterno democratici, repubblicani e sindacati americani in una trimurti che non si vedeva dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. 

  • Politica Monetaria

In termini di politica monetaria il Presidente Trump deve fare i conti con il Governatore della FED, Ms. Yellen, ma, anche qua, per un allineamento astrale che ha dell'incredibile, siamo in una fase in cui la FED ha imboccato si la strada di un aumento graduale dei tassi di interesse che però di fatto continua a rimandare mentre l'Amministrazione Trump vuole un dollaro debole e si lamenta di manipolazioni valutarie da parte della Cina e, ultimamente, dice anche che l'Euro è "grandemente sottovalutato" [grossly undervalued] Ecco quindi che in questi giorni [inizi di Febbraio] il cambio doillaro/euro e' tornato ai livelli di 1.08 dopo aver toccato 1.0390 qualche settimana fa. 

  • Politica Fiscale

All'orizzonte una riduzione della tassazione in America per le persone ma soprattutto per le società. L'effetto annuncio è stato bello ma questa è un'iniziativa non facile da realizzare. Vedremo.

  • Mercato Azionario - Dow Jones

Sull'onda della "irrazionale esuberanza", come avrebbe detto Alan Greenspan, il mercato ha spinto al record il Dow Jones oltre la soglia dei 20mila punti, recordi di tutti i tempi. Le aspettative sono quelle di una economia con più export e meno import, impegnata a realizzare una serie di investimenti domestici e con una tensione al Made in America e America First che dovrebbe tradursi in un maggior reddito disponibile per l'economia in generale.

  • Cambio Dollaro Euro

Come dice il saggio: "un'immagine vale mille parole" Ecco quindi la chart di oggi del cambio usd/eu:

dollaro euro 02 febbraio 2017





Marzo 2016

Riproponiamo, aggiornandola, una analisi sulla politica monetaria degli Stati Uniti d'America che avevamo pubblicato nell'Ottobre del 2014

Le tendenze di politica monetaria degli Stati Uniti sono continuate così come erano state impostate

L'influenza delle azioni di politica monetaria della Federal Reserve sul cambio Euro Dollaro si è accentuata con il Dollaro che si è continuato ad apprezzare nei confronti dell'Euro

Sei anni fa, sulla scia del crollo della Lehman Brothers e nel bel mezzo di una grave recessione, la Federal Reserve Statunitense ha adottato una politica monetaria estremamente espansiva. Il programma di stimolo economico, conosciuto come “quantitative easing”, costato migliaia di miliardi di dollari, è riuscito a guidare l'economia lontano da una spirale deflazionistica. Il programma inoltre ha spinto verso il basso il costo del capitale per il governo federale. I buoni del Tesoro a 10 anni erano oltre 4,0% nel 2008. A partire dalla fine di settembre, il tasso era sceso al 2,6%.

La situazione economica dei paesi emergenti e delle economie asiatiche e' la nuova variabile che influenza le scelte di politica monetaria degli Stati Uniti da parte della FED - Federal Reserve

Ad oggi [Marzo 2016] la FED non ha attuato quel rialzo dei tassi che tutti si aspettavano.

Di conseguenza, il cambio Euro / Dollaro e' rimasto su livelli superiori all'1.10 mentre molti, noi per primi, si aspettavano uno scivolamento verso la parita' del cambio con i conseguenti vantaggi per le esportazioni italiane verso l'America.

La divergenza delle politiche monetarie adottate da FED e BCE perrimane, ma il rafforzamento del Dollaro per il momento pare essersi fermato.

Come mai la FED non ha mantenuto la promessa di aumentare i tassi di interesse negli Stati Uniti? La risposta pare essere il timore della FED di destabilizzare le economie dei paesi asiatici e dei paesi emergenti verso cui da tempo si stanno spostando i capitali in ricerca di rendimenti superiori alla media [dato che ormai in Europa i rendimenti dei titoli di stato sono pari a zero mentre in Svizzera e in Giappone i rendimenti dei titoli di stato e dei depositi bancari sono addirittura negativi]

Negli ultimi anni, dal momento in cui la FED ha iniziato a intraprendere manovre piu’ restrittive, molti investitori si sono chiesti quando i tassi di interesse in America sarebbero aumentati e che cosa sarebbe accaduto al valore dei loro portfoli. Gli esperti pensano che queste domande siano chiaramente giustificate alla luce del decadimento della Rally Rate (cioe’ dell’innalzamento dei prezzi di stock e bonds) e delle osservazioni formulate in conferenza stampa dal presidente della FED, Janet Yellen.

L'economia statunitense continua la sua modesta espansione, e le condizioni del mercato del lavoro sono costantemente migliorate. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,1%. Forse ancora più importante, la cessazione di grandi acquisti di asset da parte della FED dovrebbe compensare le preoccupazioni geopolitiche e il conseguente salto di qualità.

Riguardo questo ultimo passaggio, l’ex presidente della FED, Ben Bernanke, ha innescato un brusco sell-off di titoli di Stato nel giugno del 2013, quando suggeri’,  in una conferenza stampa, che la FED avrebbe diminuito i suoi acquisti di asset nel 2014. Il rapido aumento dei rendimenti ha innervosito molti investitori. Comunque, si dubita che  i tassi aumenteranno ancora  in modo così brusco e violento nel 2015. I buoni del Tesoro aleggiavano intorno all’ 1,68% quando Bernanke ha fatto le sue dichiarazioni. Da allora, la maggior parte degli investitori hanno accettato l'idea che i tassi di interesse saliranno gradualmente.

Non solo la FED ha continuato a fornire una guida ai mercati, ma Yellen ha dichiarato inoltre che i rialzi dei tassi dipendono da una serie di fattori economici, tra cui il tasso di inflazione ela condizione del mercato del lavoro. Anche se l'economia continua a recuperare, il trend della crescita non è stato esplosivo. I mercati si aspettano che i buoni del Tesoro a 10 anni salgano gradualmente, guadagnando il 3,0% in 12 mesi. Un altro drammatico aumento appare improbabile dato il programma di stimolo monetario della Banca Centrale Europea, che dovrebbe servire da ancoraggio ai tassi USA, impedendogli di aumentare troppo velocemente.

Le prospettive della FED per un graduale aumento dei tassi di interesse dovrebbe ridurne al minimo la volatilità. La combinazione di moderata crescita economica e la guida dalla FED dovrebbe ridurre al minimo le possibilità di un livello dei tassi di interessi simile a quello che si e’  visto nel 2013.

Un aumento dei tassi di interesse non porta necessariamente anche ad un aumento della volatilità. La bassa volatilità ha portato a un più alto rendimento le classi di asset a reddito fisso. Poiché i tassi di interesse salgono, i "cacciatori di rendimento" avranno ora maggiori opportunità per soddisfare i loro obiettivi di reddito. considerata una maggiore crescita degli Stati Uniti, degli utili societari e dei mercati azionari, gli operatori finanziari ritengono che qualsiasi spread di allargamento sarà modesto.

Molti fattori possono influnzare i mercati valutari, ma si pensa che l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA continueranno ad essere una forza potente a sostegno del dollaro nei prossimi anni. La dinamica positiva di crescita, la politica monetaria aggressiva e i più elevati tassi reali a lungo termine negli Stati Uniti aggiungono attrattiva al dollaro. Per la prima volta dall'inizio della crisi finanziaria, le banche centrali si trovano ad affrontare sfide molto diverse, e la politica di normalizzazione della FED arriva in netto contrasto con i piani di stimolo della Banca centrale europea, la Banca nazionale svizzera, e la Banca del Giappone.


politica monetaria Stati Uniti

Il dollaro si è rafforzato in modo sostanziale nel corso degli ultimi mesi e i rendimenti dei titoli USA hanno riguadagnato un po 'di terreno, dal momento che la BCE ha chiarito le sue intenzioni di perseguire una politica monetaria espansiva. Mentre i mercati si aspettano che il dollaro possa crescere costantemente, (con l’ EURUSD che potrebbe toccare l’ 1,20 in un anno), e’ opinione diffusa che l'apprezzamento sarà più graduale rispetto al calo dell'8% del EURUSD da maggio a settembre. Il fair value di EURUSD è appena sopra il valore spot (stimiamo il potere d'acquisto a 1,33), e solo ulteriori divergenze nei rendimenti nelle previsioni manterrebbero il dollaro sostanzialmente sopravvalutato.

Il dollaro è ben posizionato nei confronti di molte valute dei mercati emergenti e in via di sviluppo. Ci si aspetta che le valute dei mercati emergenti (EM) non vedranno lo stesso tipo di sell-off violenti che hanno vissuto, dopo che Bernanke diminui’ l’ acquisto di asset da parte della FED a metà del 2013; tuttavia, il ritardo della ripresa economica in molti mercati emergenti, insieme con tensioni geopolitiche, potrebbe lasciare molte valute in svantaggio per tutto l'anno successivo.


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