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La Politica Monetaria, Economica e Fiscale degli Stati Uniti: Commenti e Aggiornamenti dall'osservatorio di ExportUSA  

Scenari e prospettive della economia americana


Aggiornamento andamento politica economica e monetaria Stati Uniti


Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti

Aggiornamento del 16 Maggio 2022

Politica monetaria della FED più aggressiva del previsto con aumento dei tassi di 50 punti base. Programma di riduzione dei bond in portafoglio della FED per 95 miliardi di dollari al mese

Il 4 Maggio scorso la FED ha aumentato i tassi di 50 punti base e ha anticipato che anche nelle prossime due riunioni di Giugno 2022 e Luglio 2022 il rialzo dei tassi sarà di mezzo punto commerciale. Non sono esclusi rialzi di 75 punti base se la situazione lo richiederà. Sono previsti 7 rialzi di tasso durante il 2022 e il livello implicito dei Fed Funds secondo questo programma di rialzo dei tassi è del 4%. Appena al di sotto del tasso di inflazione annuo previsto per il 2022 del 4.9% [Core Inflation, che esclude dall'indice i prezzi di energia e prodotti alimentari]  La BCE per il momento non ha seguito la FED sulla strada dell'aumento dei tassi e la divergenza tra le misure di politica monetaria adottata dalle due banche centrali ha avuto come conseguenza un rafforzamento dollaro nel cambio dollaro / euro che nei giorni scorsi è anche brevemente sceso sotto il livello di 1.04 riportando il cambio al livello del 2002.

A nostro modo di vedere [e visto chi siamo noi non può trattarsi che di una umilissima osservazione senza altre pretese che non l'esternazione su queste pagine], a nostro modo di vedere, dicevamo, l'aumento dei tassi di interesse non è il modo per combattere questo tipo di inflazione. Lo diciamo perchè l'inflazione post COVID è causata da colli di bottiglia congiunturali nelle linee di approvvigionamento [e di produzione] e non da livelli di domanda anormali. La domanda è aumentata rispetto ai due anni di COVID ma segue una dinamica di crescita normale se guardiamo agli anni pre-COVID.

Aggiornamento del 27 Marzo 2022

La FED si avvia sulla strada dell'aumento dei tassi di interesse in America


source: tradingeconomics.com
 

Nel corso della sua ultima riunione [16 Marzo 2022] la Federal Reserve ha approvato un aumento del tasso di interesse di riferimento [i cosiddetti Fed Funds, i tassi a breve che la FED applica nelle operazioni di prestito sull'interbancario] dello 0.25%. Erano 4 anni che la FED non aumentava i tassi i quali, per tutto il periodo, erano rimasti allo 0%. La decisione dell'aumento dei tassi era già nell'aria da mesi dopo che la FED aveva cambiato atteggiamento nei confronti dell'inflazione. Inizialmente l'aveva considerata un fenomeno temporaneo dovuto solo ai colli di bottiglia del dopo COVID, ma poi aveva dovuto arrendersi all'evidenza. Il tasso di inflazione per il mese di Febbraio è stato del 7.9%, il più alto degli ultimi 40'anni. Il tasso di inflazione in America era stato del 5.5 a Dicembre 2021 e del 6.0% a Gennaio 2022. A puro titolo di paragone ricordiamo che il tasso di inflazione dell'economia americana era stato dell'1.7% nel mese di Febbraio 2021.

Energia, affitti, e prodotti alimentari sono state le classi di beni che più hanno contribuito all'aumento del tasso di inflazione negli Stati Uniti. Le previsioni per l'inflazione USA a Marzo è adesso dell'8.3%. Il timore diffuso è che l'aumento dei tassi possa provocare una recessione. E, a nostro umile modo di vedere, non vediamo come un aumento dei tassi possa risolvere un fenomeno che riteniamo nasca da un problema di offerta e non di domanda, una situazione che negli ultimi 60-70'anni non si era mai verificata nelle economie occidentali. Nel frattempo pare proprio che l'aumento dei tassi previsto per la prossima riunione della FED sarà dello 0.5%.

Aggiornamento del 26 Febbraio 2022

Forti segnali di aumento dei tassi di interesse in America. Continua la riduzione dell'acquisto dei titoli [QE - Quantitative Easing]

La Federal Reserve dovrebbe iniziare ad aumentare i tassi di interesse il mese prossimo e non rallentare fino a buona parte del 2023, anche se la pendenza degli aumenti potrebbe essere un pò meno pronunciata del previsto.

Gli eventi della scorsa settimana in Ucraina, comprese le dichiarazioni di più funzionari della Fed e, in misura minore, le turbolenze geopolitiche, hanno convinto i mercati che il primo aumento dei tassi sarà solo di un quarto di punto percentuale [ e non di mezzo punto percentuale come molti analisti prevedevano prima dell'invasione russa dell'Ucraina] Il primo aumento dei tassi è previsto a seguito del prossimo Federal Open Market Committee del 15-16 marzo 2022 con il presidente della Fed di New York John Williams che ha affermato la scorsa settimana che "non ci sono argomenti convincenti" [per un aumento dei tassi americani dello 0.5%]

Aggiornamento dell'8 Gennaio 2022

Forti segnali di aumento dei tassi di interesse in America. Continua la riduzione dell'acquisto dei titoli [QE - Quantitative Easing]

Nella riunione del 14-15 Dicembre 2021 il Governatore della FED Jerome Powell ha dato un forte segnale che l'aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe cominciare già da Marzo 2022. L'annuncio segue quello con cui lo stesso governatore aveva dichiarato che l'aumento del costo della vita in America non poteva più essere considerato temporaneo. Il rendimento dei Treasury a 10 anni ha chiuso a 1.7690% Venerdì 7 Gennaio dopo aver toccato quota 1.7975% in mattinata e ai massimi dal Gennaio 2020. 

Aggiornamento dell'8 Novembre 2021

La FED annuncia la riduzione dell'acquisto dei titoli [QE - Quantitative Easing]

Nella riunione del 3 Novembre scorso il Governatore della FED Jerome Powell ha annunciato che a partire dal mese di Dicembre la FED comincerà a ridurre gradualmente gli acquisti di titoli sul mercato secondario in America. Già a Dicembre gli acquisti saranno di 105 miliardi di dollari rispetto ai 120 miliardi di dollari al mese acquistati nei mesi precedenti. Gli acquisti di titoli sul mercato da parte della FED dovrebbero terminare entro la metà del 2022.

La FED ha tuttavia ribadito che manterrà un atteggiamento flessibile ["accomodative"] per rispondere al mutare della situazione dell'economia e del mercato. Come noto la FED guarda con molta attenzione in questo momento all'occupazione e, in seconda battuta, al tasso di inflazione in America [fenomeno, quello inflattivo, che la FED ha riconfermato di ritenere temporaneo e legato alla situazione dell'economia in questa fase di ripartenza post COVID]

Sull'onda dell'annuncio il rendimento del Treasury a 10 anni e' sceso all'1.4311% nella giornata di Venerdì 5 novembre, dopo aver toccato un massimo dell'1.60% il 3 Novembre nell'imminenza della conferenza stampa della FED.

Aggiornamento del 30 Luglio 2021

Rientrano le paure di una inflazione fuori controllo in America

L'analisi della FED sul fatto che l'inflazione sia dovuta a colli di bottiglia dell'economia temporanei e dovuti alla ripartenza dopo il COVID convince i mercati

La temporaneità delle cause dell'inflazione e la fermezza su quantitative easing e politica monetaria dimostrata dalla FED sembrano aver rassicurato i mercati e i rendimenti del Treasury a 10'anni è oggi poco sopra all'1.25% dopo essere sceso all'1.1810% la scorsa settimana.

Rendimenti Treasury e inflazione in America

Aggiornamento del 16 Giugno 2021

L'inflazione in America rimane sotto controllo

I rendimenti dei titoli di stato americani a 10 anni rimangono sotto l'1.5%

I due grandi temi al centro della politica monetaria americana dagli inizi del 2021 sono stati l'andamento del tasso di inflazione e il futuro del QE [quantitative easing] messo in atto dalla FED. A partire da metà Gennaio i rendimenti dei titoli di stato Americani erano cominciati a salire in previsione di un aumento del tasso di inflazione. A Marzo/Aprile il tutto sembrava che potesse andare fuori controllo con i rendimenti del 10'anni che avevano toccato l'1.75%. Con il mese di Giugno il mercato sembra che abbia riacquistato la prospettiva delle cose. Come subito dichiarato dalla FED, l'inflazione in aumento è causata dai colli di bottiglia dell'economia a seguito della riapertura post COVID.

A partire dalle spedizioni internazionali [mancanza di container vuoti, mancanza di spazio sulle navi cargo], i costi in aumento si sono propagati al settore delle costruzioni [scarsità del tondino e del legname da costruzione, a quello dell'auto [mancanza dei microchip perchè assorbiti dall'aumento di domande per computer, smartphone, e tablet durante la pandemia], ai prodotti alimentari, e ai carburanti. La FED riconosce l'eccezionalità della situazione e ha infatti già dichiarato che non aumenterà i tassi di interesse e che continuerà nella politica di QE a suo tempo avviata. Il tutto verrà rivalutato a fine anno. Per cui , per il momento, non pensiamo ci saranno scossoni sul fronte monetario americano.

Andamento della curva di rendimento dei treasury americani a 10 anni al 16 Giugno 2021

fonte: CNBC - https://www.cnbc.com/quotes/US10Y



Aggiornamento dell'11 Marzo 2021

Febbraio 2021: L'inflazione in America non sale. Calano sotto l'1.5% i rendimenti dei titoli di stato americani a 10 anni

Il tasso di inflazione in America a Febbraio 2021 [CPI - Consumer Price Index] cresce meno delle previsioni. Ricordiamo che la Core Inflation esclude dal calcolo dell'inflazione i prezzi dei prodotti alimentari e dei combustibili.

Core Inflation = +0.1% per il mese di Febbraio 2021 [le aspettative degli analisti erano: +2%] ] Per il periodo di 12 mesi Febbraio 2020 - Febbraio 2021 l'inflazione in America è stata dell'1.3%

 

Aggiornamento del 7 Marzo 2021
 

Il mercato fa sue le previsioni di un aumento dell'inflazione in America e aumentano i rendimenti dei Treasury a 10 anni

Le dichiarazioni della FED non fanno cambiare le aspettative del mercato su tassi d'interesse e inflazione USA

I fattori all'origine delle aspettative di un aumento dell'inflazione in America sono questi:
 

La conseguenza dell'affermarsi di queste aspettative è stato il brusco aumento dei rendimenti dei Treasuries 10YR, i titoli Americani a 10 anni che sono saliti ai massimi da un anno a questa parte e che sono aumentati di 60 punti base in poco più di un mese come si può evincere dal grafico riportato di seguito.


rendimento titoli Americani a 10 anni
 

LTasso inflazione Stati Uniti Gennaio 2021e reazioni della FED non hanno convinto. Le dichiarazioni del Governatore della FED Jerome Powell ci sono state ed anche ferme ma non sono bastate. Addirittura c'è qualcuno che crede che la FED sia contenta di un aumento dell'inflazione. Ricordiamo che il tasso di inflazione obiettivo della FED è compreso in una forbice tra il 2% ed il 2.5%. Per circa due anni il tasso di inflazione Americano è stato molto sotto ai tassi obiettivo. L'ultimo dato, quello relativo al periodo Gennaio 2020 - Gennaio 2021 è stato di un'inflazione all'1.4%. Il 10 Marzo 2020 verrà rilasciato il dato consuntivo dell'inflazione per il periodo Febbraio 2020 - Febbraio 2021. Non ci aspettiamo sorprese ma ormai per reindirizzare le aspettative sull'inflazione che si sono formate sul mercato servirebbe un dato sull'inflazione all'1% o comunque minore dell'1.4% registrato in precedenza. E non pensiamo che sia realistico aspettarsi una cosa di questo tipo. Come si vede dal grafico, il tasso di inflazione negli Stati Uniti è lontano dall'essere problematico ma comunque i mercati hanno reagito e, in particolare, il mercato azionario [NASDAQ] ha perso circa il 10% dal picco di qualche mese fa. Al di la della perdita generalizzata, l'aumento dei rendimenti sui titoli Americani e le aspettative di inflazione stanno facendo scattare un ribilanciamento dei titoli in portafoglio: si vendono le azioni legate ad attività che con il COVID hanno visto un amento delle vendite, e si acquistano azioni legate ad attività che si presume possano fare bene in un'era post-COVID. 

 

Aggiornamento dell'11 Febbraio 2021
 

L'obiettivo della FED è la piena occupazione dell'economia Americana

In un intervento tenuto ieri, 10 Febbraio 2021, all'Economic Club of New York, il Governatore della FED Jerome Powell ha chiarito in modo deciso alcuni punti fondamentali della politica monetaria che la FED intende perseguire in questa fase di mercato. Eccoli:

A chiusura del suo intervento, Powell ha dichiarato: "In questo momento, il mercato del lavoro è molto lontano [da una situazione di pieno impiego]"



Aggiornamento del 27 Novembre 2020

Buone notizie per la politica monetaria degli Stati Uniti

La nomina di Janet Yellen a capo del Department of the Treasury apre una fase di forte sintonia con la FED con obiettivi chiari e condivisi a tutto beneficio delle politiche monetarie ed economiche dei prossimi quattro anni

La scelta del Presidente eletto Joe Biden di assumere Janet Yellen segnala che il prossimo Presidente USA intende agire in modo aggressivo per rilanciare l'economia americana, mettendo al timone della sua politica economica un ex presidente della Federal Reserve che non si è sottratto agli stimoli monetari quando era governatore della Fed.

Massima la sintonia con il Presidente della Fed Jerome Powell a supporto di una politica di tassi d’interesse più bassi a lungo termine con una spesa pubblica estesa ed espansiva. Gli USA faranno quindi più deficit e quindi più debito in questi quattro anni di presidenza Biden.

Questo probabilmente comporterà un indebolimento del dollaro USA e una maggior offerta di titoli del Tesoro USA sul mercato primario nei prossimi anni ma senza eccessivi rialzi della curva dei rendimenti del Treasury, perché la Fed agirà sempre come “guardiana” della stabilità dei rendimenti del mercato comprando debito quando ce ne sarà bisogno. Molto improbabile poi che la Fed voglia combattere un dollaro debole visto che un dollaro debole aiuta l’export USA e contribuisce ad una riduzione del deficit della bilancia dei pagamenti.

Difficile anche che l'Amministrazione Biden possa alzare le tasse come sostenuto durante la campagna elettorale sia perché molto probabilmente non ci sarà la necessaria maggioranza al Senato e sia perché la priorità ora è fare debito, non diminuirlo.

[L'aggiornamento sulla politica monetaria del 27 Novembre 2020 riprende [con alcune modifiche meramente stilistiche] una chiarissima analisi di Renato Frolvi pubblicata nello stesso giorno sulla rivista online MONEY.it]



Aggiornamento del 30 Agosto 2020

Storico cambiamento nella strategia di politica monetaria degli Stati Uniti

Nel formulare le decisioni di politica monetaria la FED si concentrerà sul tasso di disoccupazione e non più sul tasso di inflazione

Il Governatore della FED Jerome Powell ha illustrato nel corso di una conferenza la scorsa settimana un cambiamento strategico fondamentale per la banca centrale americana. Alla luce della crisi economica innescata dal COVID-19, per le manovre monetarie la FED guarderà al tasso di disoccupazione e non più al tasso di inflazione. La FED ritiene che il rischio di un indice dei prezzi più alto di quello ideale sia di gran lunga inferiore a quello di un tasso di disoccupazione troppo elevato [6.3% il dato di Luglio 2020 dopo che a Gennaio si era raggiunto il minimo storico del 3.4%]

La conseguenza immediata di questa nuova fase della politica monetaria della FED è che i tassi di interesse americani rimarranno bassi ancora per un lungo periodo e che non servirà più tenere in conto il tasso di inflazione per stimare le nuove azioni di politica monetaria dell'America. Dato il livello ormai prossimo allo zero dei tassi di interesse, è anche certo che la FED continuerà l'acquisto di titoli di stato e di obbligazioni per iniettare liquidità nel sistema.



Aggiornamento del 18 Maggio 2020

Previsioni ed andamento dell'economia americana ai tempi della pandemia COVID-19

L'economia americana, al pari di quelle di tutto il resto del mondo, è stata profondamente sconvolta dalle conseguenze del CoronaVirus. La chiusura degli esercizi commerciali e delle attività produttive ha provocato un aumento della disoccupazione che si prevede possa sfiorare il 20%.

Il governo federale ha reagito lanciando un piano di aiuti da 2700 miliardi di dollari che è stato approvato in 5 settimane mentre i fondi sono stati erogati nel giro delle 5 settimane successive.

È ovvio che nell'eccezionalità di questa situazione citare i dati relativi all'economia americana non ha alcun senso se non quello di pensare che, passata la pandemia, l'economia americana possa tendere a ritornare ai livelli di occupazione e di espansione economica raggiunti appena prima dello scoppio dell'emergenza. 

Riapertura dell'economia americana: entro la fine del mese di Maggio 42 stati americani riapriranno e questo è un buon segno perché indica che la tensione al ritorno alla normalità è un obiettivo primario dell'amministrazione americana.



Aggiornamento dell'8 Aprile 2020

La FED espande le misure di politica monetaria annunciate il primo Aprile

L'IMF lancia un programma a favore dei paesi che non detengono titoli americani denominati in Dollari USA

Anche la BCE annuncia importanti novità 

Una FED sempre più determinata e focalizzata al sostegno dell'economia in questa nuova crisi mondiale ha annunciato che allargherà il piano di Quantitative Easing anche ai Corporate Bond concentrando gli acquisti sulle scadenza sotto i 5 anni. Per il momento è previsto un piano di acquisti di 30 miliardi di dollari. Gli acquisti avverranno sia sul mercato primario che su quello secondario.

Il Fondo Monetario Internazionale affianca la FED nello sforzo di supportare la liquidità in dollari richiesta dai mercati. In particolare il FMI aprirà delle linee di credito a breve denominate in dollari a favore di tutti quei paesi che non hanno in portafoglio titoli di stato americani e che non possono quindi accedere al programma di acquisti varato dalla FED la scorsa settimana [vedi l'aggiornamento del Primo Aprile più sotto su questa pagina]

La BCE dal canto suo ha annunciato che alleggerirà i requisiti sulle garanzie richieste alle banche per prendere fondi a prestito: “Il Consiglio dei governatori della Banca Centrale Europea ha adottato un pacchetto di allentamento temporaneo dei collaterali per facilitare la disponibilità di fondi per le controparti dell’Eurosistema che partecipano alle operazioni di fornitura di liquidità”.

Una mossa preventiva, un'ottima mossa, in vista di possibili declassamenti del debito da parte delle agenzie di rating, volta a scongiurare il pericolo che si possa bloccare il meccanismo di creazione di liquidità per il mercato.
 

Rendimento dei titoli di stato americani su varie scadenze

Gli effetti della politica monetaria della FED sono evidenti nel drammatico calo dei rendimenti lungo tutta la curva delle scadenze. Da notare in particolare il robusto calo del rendimento del titolo a 10 anni che viene usato come benchmark per determinare il tasso sui mutui casa.

1M    6M    1Yr   10Yr   30Yr
1.53  1.57  1.56  1.88   2.33

1M    6M    1Yr   10Yr   30Yr 
0.10  0.20  0.20  0.75   1.32 


Per lo storico dei rendimenti dei titoli di stato americani, consultare questa pagina del sito del Department of Treasury


Aggiornamento dell'1 Aprile 2020

Nuova mossa di politica monetaria della FED: si porrà in contropartita alle banche centrali straniere per l'acquisto di titoli americani denominati in Dollari USA

In una nuova mossa a sorpresa, la FED ha annunciato che a partire dal 6 Aprile si porrà in contropartita di qualsiasi banca centrale per l'acquisto di Treasuries americani di ogni scadenza.

Una misura improvvisa e molto decisa che da un'idea della determinazione della Banca Centrale Americana nel controllare il mercato monetario con particolare riguardo all'offerta di moneta e al livello dei tassi di interesse sul dollaro.

La posizione in acquisto dei titoli USA, oltre che alle banche centrali degli altri paesi, si estende anche a tutte quelle banche che intrattengono conti reciproci con la FED.

La misura si affianca ai conti swap in valuta che la FED già detiene con 14 banche centrali straniere e che permettono lo scambio pronti contro termine dollaro/valuta.

Le operazioni di acquisto della FED si svolgeranno al di fuori del mercato monetario per non influenzare i prezzi dei Treasuries e quindi i tassi di interesse sul dollaro.

Questa nuova misura monetaria, al pari dei conti swap in valuta, ha l'obiettivo di assicurare la massima liquidità ai mercati ed evitare il rialzo dei tassi di interesse sul dollaro nel momento in cui il governo federale americano ha varato un piano di supporto all'economi del valore di 2000 miliardi di dollari.

 

Aggiornamento del 26 Marzo 2020

Approvato il piano di supporto dell'economia americana: votato al Senato ieri, passerà oggi al Congresso 

Gli Stati Uniti lanciano un piano di aiuti per l'economia americana del valore di 2000 miliardi di dollari, importo record per gli USA
 

La FED rilancia il Quantitative Easing
Lo scopo dell'azione di sostegno è quello di ridurre il numero dei fallimenti e di creare un ammortizzatore sociale che permetta alle persone di mantenere un tenore di vita standard. In sintesi, piano prevede:

In aggiunta al piano di aiuti per l'economia reale, la FED ha annunciato che le azioni di QE [Quantitative Easing] già varato la scorsa settimana proseguiranno senza limiti agli acquisti [precedentemente era stato posto un tetto di 700 miliardi di dollari]

Dal lato Europa, la BCE ha annunciato che le azioni di acquisto di titoli previste dal piano di QE procederanno senza limiti senza limiti di acquisti. La BCE per la prima volta acquisterà anche debito con scadenze inferiori ai 70 giorni (termine ridotto dai precedenti 12 mesi) tipicamente quindi anche la "carta commerciale" Infine, è stato eliminato il limite di acquisto del 33% per ogni singolo Paese

 

Aggiornamento del 16 Marzo 2020

Azioni di emergenza della Federal Reserve per contrastare la volatilità dei mercati finanziari negli Stati Uniti a seguito dell'epidemia da Coronavirus 

Aggiornamento del 02 Dicembre 2019

La FED si sta preparando per l'ultima riunione dell'anno e non sembrano esserci grosse novità all'orizzonte

Rilevante la dichiarazione del Governatore della Banca Centrale Americana Jerome Powell che ha ripetuto che l'inflazione dovrebbe aumentare significativamente per spingere la FED ad alzare i tassi di interesse in America.

Ricordiamo che la FED ha tagliato i tassi di interesse tre volte nel corso del 2019 e il range del benchmark rate è adesso 1.5% - 1.75%.

Sempre Powell ha dichiarato che la manovra di espansione monetaria di Settembre, con cui la FED ha pompato nel sistema oltre 270 miliardi di dollari, ha avuto carattere tecnico e non ci sono cambiamenti nella politica monetaria della FED.

Principali indicatori economici americani:

Tassi di rendimento dei titoli di stato americani:

La FED annuncia un programma di acquisto di titoli pubblici per iniettare liquidità nel sistema

Venerdì 11 Ottobre 2019 La Federal Reserve ha dichiarato che acquisterà buoni del Tesoro a breve termine ogni mese fino al secondo trimestre del 2020 per iniettare liquidità nel sistema bancario e semplificare il controllo del tasso di interesse di riferimento.

L'azione segna l'ultima risposta della Fed a una carenza di riserve di liquidità nel sistema economico americano che si è sviluppata il mese scorso e ha causato un picco dei tassi di interesse a breve termine, mandando brevemente il tasso di riferimento della Fed al di sopra del suo target di riferimento.

La Fed di New York ha dichiarato che i suoi primi acquisti mensili, a partire da martedì, ammonteranno a $ 60 miliardi. Non sono stati specificati importi futuri.

La Fed ha anche detto che estenderà un'operazione di prestito a breve termine separata a gennaio che ha anch'essa lo scopo di aumentare le riserve bancarie.
 

Ulteriore taglio dello 0.25% dei tassi americani annunciato il 18 Settembre 2019

Prima dell'annuncio relativo agli acquisti di titoli di stato, la FED il 18 Settembre aveva annunciato un taglio ai tassi d'interesse di riferimento [i cosiddetti FED Funds] di un quarto di punto.

La Fed ha abbassato i tassi di un quarto di punto percentuale nelle riunioni di luglio e settembre del Federal Open Market Committee. I mercati finanziari si aspettano un'altra mossa di dimensioni simili alla riunione prevista per il 29-30 ottobre.

Taglio dei tassi di interesse in America

Aggiornamento del 13 Luglio 2019

Cambia l'atteggiamento della Federal Reserve che non solo non aumenta i tassi d'interesse durante la sua ultima riunione, ma addirittura annuncia la possibilità di una riduzione dei tassi di interesse americani nei prossimi mesi 

Nuova fase espansiva per la politica monetaria della FED. Ulteriore stimolo della fase espansiva dell'economia USA

Jerome Powell, Federal Reserve Chairman, ha dichiarato nel corso di una audizione al Senato Americano che la FED vede spazio per una riduzione dei tassi di interesse in America.

"La relazione tra il tasso di disoccupazione e il tasso di inflazione si era già indebolita ma adesso questo legame si è proprio rotto"

La risposta della FED alla guerra commerciale e al rallentamento del commercio internazionale sarà quindi quella di un taglio ai tassi d'interesse USA nei mesi a venire. Una politica monetaria accomodante, quella dell'America, che trova allineata anche la Banca Centrale Europea di recente passata sotto la guida di Christine Lagarde che ha sostituito Mario Draghi alla fine del suo mandato.

Prevediamo una ulteriore espansione dell'economia americana e della domanda interna americana guidata dai consumi privati. Una congiuntura favorevole sostenuta anche dal continuo aumento delle esportazioni di gas naturale americano che contribuiscono ad aumentare l'offerta di moneta e a contenere il disavanzo federale.

Inflazione e offerta di moneta negli Stati Uniti

 

Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 05 Maggio 2019

La Federal Reserve non aumenta i tassi d'interesse durante la riunione dell'1 Maggio 2019. Il target dei tassi americani rimane nella forbice tra il 2.25% e il 2.5% 

Anche la politica monetaria della FED contribuisce a sostenere la fase espansiva dell'economia USA

Nell'ultima seduta di Aprile la Fed ha deciso di mantenere inalterati i tassi di interesse americani. La FED ha già aumentato i tassi quattro volte nel corso del 2018 ed i mercati si aspettavano che la politica restrittiva continuasse nel corso del 2019.

La Federal Reserve invece ha cambiato atteggiamento al primo segno di rischio di rallentamento dell;economia mondiale e ha deciso di non continuare ad alzare i tassi per adesso.

Nel 2018 la FED guardava al tasso di disoccupazione in America per decidere sul rialzo dei tassi ed evitare il rischio di una spirale inflazionistica. Quando si è notato che alla diminuzione del tasso di disoccupazione non ha corrisposto un aumento dell'inflazione in America, le preoccupazioni della FED si sono allentate.

Il tasso di disoccupazione USA ha appena segnato il minimo da 50'anni a questa parte: 3.6%

Il nuovo parametro economico a cui guardare diventa ora per la FED il tasso di inflazione.
La fed si prefigge un obiettivo del 2% ma al momento l'inflazione in America è all'1.5% scongiurando almeno per i prossimi mesi, quindi, un aumento dei tassi di interesse in America.
 
Questa pagina sel sito di ExportUSA offre un'interessante analisi sulla dinamica dell'inflazione in America in relazione alla scuola di pensiero monetarista e analizza le cause alla radice del basso tasso di inflazione americana legandole all'analisi dell'offerta di moneta dell'economia americana e al fatto che a ridosso della crisi finanziaria del 2008 la velocità di circolazione della moneta sia diminuita del 20%.

Nel frattempo la Federal Reserve sta pensando ad un nuovo strumento di politica monetaria per espandere l'offerta di moneta in America che possa in un certo senso sostituire il programma di Quantitative Easing da poco terminato.

 

Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 10 Aprile 2019

Scompare il rischio di recessione per l'economia americana

Secondo Goldman Sachs la probabilità che l'economia americana entri in recessione nei prossimi 12 mesi è solo del 10%

In realtà noi di ExportUSA non avevamo mai pensato che l'ipotesi di una recessione dell'economia americana avesse alcun fondamento. Questa sensazione circa le prospettive dell'economia USA aveva però preso corpo nelle ultime settimane a seguito della inversione della curva dei rendimenti dei Treasury americani.

In pratica era successo che le scadenze più brevi [fino a 6 mesi] rendessero di più di quelle a lungo termine [da uno a dieci anni]. In particolare c'era stato un momento in cui i tassi a sei mesi erano alla pari di quelli a dieci anni.

Una parte del mercato aveva letto nell'inversione dei tassi [che non accadeva dal 2007] come un segnale di aumento del rischio percepito, insito nell'economia americana, da parte degli operatori finanziari.

L'interpretazione di noi di ExportUSA era invece quella che il mercato stava semplicemente anticipando le aspettative di rialzo dei tassi di interesse da parte della FED. Rialzo dei tassi che poi non si è realizzato in quanto la FED ha deciso di adottare una politica più attendista a fronte dei rallentamenti delle stime di crescita dell'Eurozona. 

Quando il mercato ha constatato il cambiamento di rotta della FED sono cambiate anche le aspettative e la curva dei rendimenti ha cominciato a correggersi. Ad oggi la curva dei tassi è ancora invertita ma sta lentamente riprendendo la forma tradizionale con tassi di interesse crescenti per scadenze crescenti.

La curva dei rendimenti dei Treasury americani al 9 Aprile 2019

Data 1 mo 2 mo 3 mo 6 mo 1 yr 2 yr 3 yr 5 yr 7 yr 10 yr 20 yr 30 yr
04/01/19 2.42 2.43 2.43 2.46 2.41 2.33 2.29 2.31 2.40 2.49 2.71 2.89
04/02/19 2.43 2.42 2.42 2.45 2.41 2.30 2.26 2.28 2.38 2.48 2.70 2.88
04/03/19 2.42 2.43 2.44 2.45 2.41 2.33 2.29 2.32 2.42 2.52 2.75 2.93
04/04/19 2.43 2.43 2.44 2.46 2.41 2.33 2.29 2.32 2.41 2.51 2.74 2.92
04/05/19 2.42 2.43 2.44 2.46 2.43 2.35 2.30 2.31 2.40 2.50 2.72 2.91
04/08/19 2.43 2.44 2.43 2.48 2.43 2.36 2.31 2.33 2.42 2.52 2.74 2.93
04/09/19 2.42 2.43 2.42 2.46 2.42 2.35 2.31 2.31 2.40 2.51 2.73 2.92
11/10/19 1.76 1.74 1.68 1.68 1.67 1.63 1.60 1.59 1.68 1.76 2.04 2.22



Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 28 Aprile 2017

Primi 100 Giorni del Presidente Trump: il commento dell'Ambasciatore per l'Unione Europea in America

Alessandro Colnago, Vice President di ExportUSA ospite alla colazione con l'Ambasciatore per l'Unione Europea negli Stati Uniti David O'Sullivan che commenta i primi 100 giorni dell'Amministrazione Trump e le prospettive di commercio bilaterale attraverso l'Atlantico

L'Ambasciatore O'Sullivan è ottimista sulle prospettive di sviluppo commerciale tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea e riflette un clima diplomatico inusuale ma proattivo tra le due potenze economiche. Ci tiene a precisare che le probabilità di un aumento di tariffe o limitazioni ai correnti Trade Agreements che legano gli Stati Uniti ad altri paesi è minima e fondata sull'utilizzo di trattati americani nati per salvaguardare le industrie nazionali in caso di guerra o gravi e provate minacce economiche, oggi assenti. Il movimento di beni e persone tra USA e EU non è mai stato così florido. 15 milioni di persone si trasferiscono per lavoro da una parte all'altra dell'oceano ogni anno. Il tema della sicurezza alle frontiere è prioritario per entrambi le aree economiche, ed è per questo che l'Unione Europea introdurrà un sistema di pre-controllo e registrazione di ingressi equivalente all'ESTA americano a partire dal 2020. 


Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 28 Marzo 2017

Le prime mosse di politica "vissuta" dell’Amministrazione del Presidente Trump fanno cambiare le aspettative dei mercati finanziari americani: dal mercato azionario a quello dei cambi

Fermata del Dow Jones con un inizio di spostamento degli investimenti verso i mercati azionari europei. Il cambio Dollaro / Euro sfiora l'1.10 

All’indomani dell’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti il mercato azionario americano assegnato il record assoluto di tutti tempi sfiorando i 22.000 punti. Le aspettative erano quelle, come avevamo già detto in precedenza, di un forte stimolo all'economia generato dal programma di investimenti per l'ammodernamento delle infrastrutture in America.

Nelle settimane a seguire si è verificato un curioso fenomeno da parte degli investitori o forse degli speculatori: quello del trading azionario basato sui twitter del presidente. Il comparto bancario e quello delle società farmaceutiche [e dell’health care] hanno così visto I rialzi più forti. Le aspettative degli investitori sul mercato americano erano quelle di una minore regolamentazione il settore bancario E di un rilancio del settore farmaceutico a seguito di un incontro apparentemente molto amichevole tra il presidente Trump gli amministratori delegati delle maggiori case farmaceutiche americane.

Lo stesso tempo il cambio del dollaro si rafforzava sull'euro in previsione di un aumento dei tassi d'interesse causato dalle pressioni inflazionistiche della politica economica americana del Presidente Trump.

È bastato poco perché questo quadro idilliaco crollasse repentinamente.

La sconfitta dell'amministrazione Trump sul voto per la revisione profonda dell’Obamacare ha cambiato completamente lo scenario delle aspettative degli investitori americani. La sensazione adesso è quella che non sia per niente scontato che il presidente Trump riesca a per passare le altre proposte di politica economica che formano il cardine nel suo programma economico per l'America.

Stiamo parlando della riduzione delle tasse in America per società di persone fisiche e del programma di investimenti per il rinnovo l'infrastruttura. Fin quando il presidente può agire per decreto sembra assodato che Trump riesca a fare le cose, ma, ma quando invece deve raccogliere il consenso del congresso o del senato, ecco che cosa si complicano.

Di conseguenza nel giro di pochi giorni il cambio dollaro euro ha sfiorato l’ 1.10 mentre il mercato azionario ha visto la correzione del 4% con 9 miliardi di dollari che sono stati disinvestiti dal mercato azionario americano per essere reinvestiti su mercati azionari europei. Per ciò che riguarda il mercato azionario in particolare è stato notato che il rapporto prezzo utili del mercato azionario americano è di 18 mentre quello dei mercati azionari europei è di 14 e quindi molto più favorevole. Il prossimo di politica economica Americana saranno crucialiper determinare la tendenza del mercato finanziario americano nei mesi a venire.


Analisi Politica Economica Commerciale Fiscale e Monetaria degli Stati Uniti
Aggiornamento del 15 Febbraio 2017

Analisi sulle tendenze dei mercati in America

Il consenso che sta maturando tra gli operatori finanziari in America è che le politiche del Presidente Trump siano fortemente inflazionistiche 

L'Amministrazione Trump si è insediata con un programma di espansione economica basato da una parte sugli investimenti per il rinnovo delle infrastrutture americane. Investimenti in parte da finanziarsi con il rientro a tassazione agevolata dei profitti detenuti all'estero dalle multinazionali americane.

Un altro pilastro della politica economica americana è l'incoraggiamento della produzione in America, del Made in America, soprattutto attraverso il reshoring delle produzioni a suo tempo spostate in Cina e anche in Messico.

Il problema è che l'economia americana è vicina al pieno impiego delle risorse nel senso micro economico del termine. In particolare il tasso di disoccupazione in America è al 4.7%.

In questo scenario dell'economia americana, una duplice azione di stimolo economico come quello appena descritta avrebbe un forte effetto espansionistico che però, nel contesto attuale, genererebbe anche una marcata spinta inflazionistica con conseguente rialzo dei tassi di interesse da parte della FED. Il rafforzamento del Dollaro sarebbe la naturale conseguenza di questa serie di eventi e la parità Dollaro - Euro sarebbe davvero a portata di mano. Il tutto renderebbe più difficile mantenere la barra delle politiche economiche care al Presidente Trump.

Forse la verità era che l'America era già Great e non aveva bisogno del "Again" nell'equazione. Quantomeno dal punto di vista della politica economica. Certo, la politica estera e la politica sull'immigrazione si prestano a visioni ideologiche diverse e forse il "Great Again" in questo contesto poteva anche avere un senso [dipende dai convincimenti politici di ognuno].

Ridurre il numero degli ingressi concessi con il programma dei visti di lavoro H1 ed espellere i migranti illegali non farebbe altro che aumentare la tensione sul mercato del lavoro e le spinte inflazionistiche in America.   

Se aggiungiamo la riforma sulla tassazione delle società in America il rialzo del tasso di inflazione è quasi una certezza.

Questa evoluzione del quadro macroeconomico potrebbe essere il fattore più potente di moderazione del rinnovo delle politiche economiche e monetarie in America.



Aggiornamento 01 Febbraio 2017

Politica economica e monetaria degli Stati Uniti all'indomani dell'insediamento dell'Amministrazione del Presidente Trump 

La Presidenza Trump ha inaugurato un nuovo corso di politica economica e monetaria in America. Al di là del giudizio politico, i cambiamenti annunciati hanno già cominciato ad influenzare i mercati 
 


dollaro euro 02 febbraio 2017


Marzo 2016

Riproponiamo, aggiornandola, una analisi sulla politica monetaria degli Stati Uniti d'America che avevamo pubblicato nell'Ottobre del 2014

Le tendenze di politica monetaria degli Stati Uniti sono continuate così come erano state impostate

L'influenza delle azioni di politica monetaria della Federal Reserve sul cambio Euro Dollaro si è accentuata con il Dollaro che si è continuato ad apprezzare nei confronti dell'Euro

Sei anni fa, sulla scia del crollo della Lehman Brothers e nel bel mezzo di una grave recessione, la Federal Reserve Statunitense ha adottato una politica monetaria estremamente espansiva. Il programma di stimolo economico, conosciuto come “quantitative easing”, costato migliaia di miliardi di dollari, è riuscito a guidare l'economia lontano da una spirale deflazionistica. Il programma inoltre ha spinto verso il basso il costo del capitale per il governo federale. I buoni del Tesoro a 10 anni erano oltre 4,0% nel 2008. A partire dalla fine di settembre, il tasso era sceso al 2,6%.
 

La situazione economica dei paesi emergenti e delle economie asiatiche e' la nuova variabile che influenza le scelte di politica monetaria degli Stati Uniti da parte della FED - Federal Reserve

Ad oggi [Marzo 2016] la FED non ha attuato quel rialzo dei tassi che tutti si aspettavano.

Di conseguenza, il cambio Euro / Dollaro e' rimasto su livelli superiori all'1.10 mentre molti, noi per primi, si aspettavano uno scivolamento verso la parità del cambio con i conseguenti vantaggi per le esportazioni italiane verso l'America.

La divergenza delle politiche monetarie adottate da FED e BCE rimane,

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