Le prospettive per l'economia USA

02/12/2019

La Politica Energetica degli Stati Uniti: Commenti e Aggiornamenti dall'osservatorio di ExportUSA 

Scenari e prospettive della politica energetica americana: i risvolti per l'economia americana e per gli equilibri politici mondiali



Andamento della produzione di petrolio negli Stati Uniti




Aggiornamento del 02 Dicembre 2019


Gli Stati Uniti diventano esportatori netti di petrolio per la prima volta da 75 anni a questa parte

I quotidiani di tutto il mondo nelle scorse 48'ore hanno rilanciato la notizia della raggiunta indipendenza energetica da parte dell'America. Le cose non stanno proprio così. Il chiarimento di ExportUSA

Le notizie di stampa recenti davano gli Stati Uniti come esportatori netti di petrolio a Novembre 2019 per la prima volta da decenni.  In realtà le cose non sono proprio così e nell'aggiornamento di Dicembre 2019 facciamo una veloce carrellata retrospettiva storica sul mercato dell'estrazione, importazione e esportazione di petrolio degli Stati Uniti.

Verso la fine del 2005 è stato quando l'importazione di petrolio negli Stati Uniti ha raggiunto il picco: 14 milioni di barili al giorno [BDP - Barrell per Day] Negli anni a seguire le importazioni di petrolio hanno oscillato sempre tra gli 11 e i 12 MM/BPD.

Questo per ciò che riguarda il petrolio greggio. Diversa la situazione per il prodotto finito [benzina, fuel jet etc] C'era un sostanziale flusso di importazioni in America anche di prodotto finito. Il picco di è verificato nel 2008 con 3 milioni BPD. Nel 2011 tale flusso di importazioni era arrivato a zero. E dal 2016 gli Stati Uniti sono diventati esportatori netti di prodotti finiti della lavorazione del petrolio greggio con 3 milioni BPD.

Nel 2015 arriva la grande svolta: il Presidente Obama rimuove la proibizione di esportare petrolio greggio e l'America comincia ad esportare petrolio greggio oltre che i prodotti della raffinazione che già comunque esportavano.

Nel 2018 gli Stati Uniti risultavano ancora importatori netti di petrolio greggio per 5.7 milioni BPD. Nel periodo 2019 le importazioni di petrolio greggio degli USA sono state di 4 milioni BPD nel corso dei primi 10 mesi. Comunque una diminuzione rispetto alle importazioni del 2018.

Quindi, gli Stati Uniti sono esportatori netti di petrolio quando sommiamo le esportazioni di petrolio greggio e di prodotti raffinati come benzina e jet fuel. Se consideriamo il solo petrolio greggio, gli Stati Uniti sono ancora importatori netti anche se si stanno velocemente avviando all'indipendenza energetica.
 


Aggiornamento del 15 Luglio 2019


La politica energetica americana si riconferma essere l'elemento principale per realizzare gli obiettivi della politica estera americana

Le recenti dichiarazioni del Segretario dell'Energia americano Rick Perry evidenziano in maniera chiara e diretta come la politica energetica americana sia la leva principale per raggiungere gli obiettivi della politica estera americana

Se combiniamo le dichiarazioni rese dal Segretario dell'Energia Rick Perry nel corso di due eventi recenti:

CERAWeek 2019 in Houston, Texas, 11-15 Marzo 2019

 e la conferenza:

“Italia, Europa e Stati Uniti: affrontare i cambiamenti inevitabili in modo intelligente”

tenutosi presso l’Ambasciata d’Italia a Washington e organizzata da Aspen Institute Italia  agli inizi di questo mese, otteniamo un quadro chiaro degli obiettivi di politica estera americana e di come la politica energetica sia diventata lo strumento privilegiato dell'Amministrazione Trump per raggiungerli.

In questo aggiornamento di Luglio sulla politica energetica americana piuttosto che soffermarci sui dati di estrazione, produzione, esportazione di petrolio e gas naturale americano, preferiamo analizzare gli sviluppi della politica energetica negli USA in relazione agli obiettivi di politica estera americana.

Pensiamo infatti che questo sia il vero filo conduttore delle prossime mosse dell'Amministrazione Trump su molti fronti: dazi import americani, relazioni commerciali americane, accordi per la vendita di gas naturale, sanzioni americane legate a gasdotto Northstream 2 e posizione degli Stati Uniti in relazione al gasdotto TAP - Trans Atlantic Pipeline 



Gli ultimi sviluppi della politica energetica americana alla luce degli equilibri geopolitici futuri

L'esigenza di vendere le eccedenze di gas naturale americano si sposa benissimo con la possibilità di influenzare profondamente gli equilibri strategici con la Russia in Europa

  • Il concetto di "Freedom Gas" rappresenta la connessione tra la politica energetica americana e quall estera
    L'espressione "Freedom Gas" rappresenta l'idealizzazione del concetto di libertà che sottende alle politiche di export di gas naturale americano verso altri mercati. L'idea è quella che l'esportazione del gas naturale made in USA libera un paese dal giogo di fornitori monopoliti. Il riferimento alla Russia è evidente. E infatti il primo acquirente di Freedom Gas è stata la Polonia che ha recentemente firmato un contratto di fornitura con gli Stati Uniti.
  • Accordi commerciali per l'esportazione di gas naturale americano in Europa
    Oltre alla Polonia, gli Stati Uniti stanno negoziando accordi di fornitura con la Germania e con altri paesi europei tra cui l'Italia. Questo per quanto riguarda l'export verso l'Europa. L'America sta negoziando accordi per vendere gas naturale anche in diversi paesi in Asia.

  • Il prezzo del gas naturale americano in Europa e la concorrenza con il gas naturale russo
    Durante la citata conferenza organizzata dall'Apen Institute Italia a Washington si è parlato naturalmente anche di prezzi perchè sembra che il gas naturale americano costi circa un dollaro a mmBtu (million metric British thermal units). Al riguardo, il Segretario all'Energia Rick Perry si è dichiarato pronto a trattare il prezzo.

    Il gas naturale russo consegnato in Italia costa al momento sui $6-$7 per mmBtu (million metric British thermal units). Con l'entrata in funzione del nuovo gasdotto Tap - Trans Adriatic Pipeline che dalla Puglia dovrebbe far arrivare il gas azero al Paese il prezzo del gas russo in Italia scenderebbe a $5-$6 mentre il gas naturale americano consegnato in Italia costa adesso poco più di $7 a mmBtu (million metric British thermal units).

  • Il gasdotto Northstream 2 e il rischio di sanzioni americane
    Il gasdotto Northstream 2 collegherà la Russia all'Europa continentale via Germania saltando l'Ucraina. Alla fine è un modo per risparmiare le tariffe di passaggio del gas imposte dall'Ucraina ma anche un modo per poter chiudere i rubinetti all'Ucraina senza dover tagliare i rifornimenti al resto dell'Europa. Non proprio un gasdotto alfiere della libertà dei popoli..

    L'America vede il gasdotto Northstream 2 con sfavore perchè favorisce l'accesso della Russia al mercato europeo ed è pronta a imporre sanzioni economiche sulle imprese che lo stanno costruendo. Sembrerebbe che la Germania si sia impegnata a firmare sostanziosi contratti di acquisto di gas naturale americano in cambio della possibilità di terminare la costruzione di Northstream 2 ormai quasi completato.

  • L'importanza dell'infrastruttura: accordi per la costruzione di terminal import e di degassificatori in Europa
    L'esportazione di gas naturale dall'America avviene sotto forma di gas liquefatto [LNG]. Il gas viene liquefatto alla partenza riducendone il volume di circa 600 volte. Viene poi caricato nelle navi gasiere ai terminali export e poi scaricati ai terminali import dove viene riespanso attraverso i degassificatori.

    Al momento non ci sono abbastanza degassificatori per sostenere l'aumento delle importazioni di gas liquefatto dall'America. In Italia son al momento operativi tre degassificatori. La Germania sta progettando la costruzione di un degassificatore da 500 milioni di euro presso un porto del Mar del Nord ancora da individuare.

  • Sanzioni americane contro Iran e Venezuela
    La produzione di petrolio del Venezuela è scesa da 2,4 milioni di barili al giorno nel 2016 agli 800.000 circa attuali, per un calo pari a 1,6 milioni di barili al giorno. Se adesso viene eliminata dal mercato anche la produzione di petrolio dell'Iran il potere contrattuale degli Stati Uniti, ormai uno dei principali produttori di petrolio al mondo, sale di conseguenza.


L'intreccio tra la politica energetica americana e la politica estera è complesso

I punti di contatto sono molti. L'Europa deve adottare un nuovo modello e stile di negoziazione

L'obiettivo dell'America è sicuramente quello di vendere più gas naturale ed infatti il Segretario Rick Perry ha apertamente dichiarato che l'obiettivo è quello di incrementare le esportazioni di gas americano del 50% nei prossimi anni.

Al di la dell'obiettivo commerciale, gas naturale e petrolio stanno diventamdo una leva per imporre la politica estera americana in contrapposizione a quella Russa e Cinese. In questo senso, alla politica energetica si associa anche la politica commerciale americana con le richieste di aumento dei dazi sulle automobili di importazione europea ad esempio o sui prodotti alimentari.

Un altro obiettivo infatti è quello della politica agricola americana volta ad aumentare le esportazioni di prodotti agricoli americani.

Pensiamo che, in sede di negoziazione, l'Europa farebbe meglio a tenere presente l'intero quadro degli obiettivi e degli interessi americani in tema di politica estera. Negoziare la riduzione dei dazi solo per i beni industriali e macchinari escludendo i prodotti agricoli, e senza tenere presente la leva offerta dagli accordi di acquisto di gas naturale americano ad esempio, priverebbe i negoziatori europei di una grossa opportunità negoziale.



Aggiornamento del 05 Maggio 2019
 

A Febbraio, il record nella produzione si traduce in un record di esportazione per il gas naturale americano: firmati due accordi commerciali a Bruxelles. Si prevede il raddoppio delle importazioni di gas naturale americano in Europa nei prossimi anni

Sempre a Febbraio:
Calo record delle importazioni americane di petrolio, e
Per la prima volta la produzione di energie rinnovabili in America supera quella di energia prodotta dall'industria del carbone

Settimana, questa appena terminata, densa di notizie per ciô che riguarda la politica energetica americana:

  • Annunciato il record di produzione e delle esportazioni USA di gas naturale.
  • Calo delle importazioni di petrolio dell'America ai minimi dal 1970
  • Per la prima volta, la produzione di energia derivata da fonti rinnovabili in America ha superato quella derivata da carbone. - L'industria del carbone in America è legata ad una forte valenza culturale e politica: le miniere, gli Appalacchi, la classe lavoratrice americana più tradizionale, i valori della provincia americana, la prima industrializzazione americana dove l'estrazione del carbone permette la produzione di acciaio che a sua volta era alla base della costruzione della ferrovia e della conquista del West e dell'espansione dell'economia americana. Un portato culturale potente che ha sempre influenzato la politica americana. Con questo si capisce il posto che il Presidente Trump ha riservato all'industria del carbone all'interno della politica energetica americana. Al di là della retorica politica però, l'industria delle energie rinnovabili avanza in America e la produzione di carbone ha toccato i minimi storici nel 2018.
  • Il Segretario per l'Energia americano Rick Perry firma due accordi commerciali con l'Europa che comporteranno il raddoppio delle importazioni di gas naturale dagli USA alla UE nei prossimi anni. - L'accordo è il primo risultato dell'incontro avvenuto tra Trump e Junker il 25 Luglio 2018. Speriamo che l'Europa sappia giocarsi bene le sue carte per influenzare la politica commerciale americana. L'export di gas naturale americano ha infatti una forte componente politica legata alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2 per importare in Europa il gas naturale russo. Facendo leva su quello l'Europa può forzare la revisione sui dazi di importazione in America per il settore auto, per il vino e per le esportazioni di prodotti alimentari.


Continua la crescita dell'economia americana

L'aumento della produzione di petrolio unitamente all'aumento delle esportazioni di gas naturale [che nel 2018 sono raddoppiate rispetto al 2017] è un altro forte elemento di sostegno di lungo periodo alla crescita dell'economia americana.

I due fenomeni combinati da una parte contribuiscono a ridurre il deficit commerciale, mentre dall'altra aumentano lo stimolo all'economia attraverso il sostegno all'occupazione, l'aumento del gettito fiscale e l'aumento di consumi privati ed investimenti in beni strumentali.



Aggiornamenti sull'industria del petrolio americana, sui temi dell'indipendenza energetica degli USA e sugli sviluppi della politica energetica degli Stati Uniti

Accelera l'esportazione di gas naturale dall'America alla Cina - Breve articolo di "The Medi Telegraph" sul cambio di passo nella strategia energetica della Cina che si sta riorientando dal carbone al gas naturale.


ARTICOLI CORRELATI

A leggere la stampa nazionale sembra che la notizia circa il raggiungimento dell'indipendenza energetica da parte degli USA sia una notizia di questi giorni, quasi uno scoop..

ExportUSA ne parla dal 2012:


data di pubblicazione originaria: 14/11/2014
Tendenza dei prezzi del petrolio in discesa negli Stati Uniti d’America ed economia in espansione


data di pubblicazione originaria: 26/02/2012

Tendenze industria petrolifera negli Stati Uniti. Politica energetica negli Stati Uniti


data di pubblicazione originaria: 26/10/2012

La scoperta di giacimenti di gas e greggio nel Midwest dà nuova linfa vitale alle raffinerie negli Stati Uniti d'America


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