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La Politica Energetica degli Stati Uniti: Commenti e Aggiornamenti dall'osservatorio di ExportUSA 

Scenari e prospettive della politica energetica americana: i risvolti per l'economia americana e per gli equilibri politici mondiali

 


Andamento della produzione di petrolio negli Stati Uniti



 

Aggiornamento del 16 Giugno 2021

Il prezzo del petrolio torna ai livelli del 2019

Nel 2020 gli Stati Uniti diventano esportatori netti di petrolio per la prima volta

Il WTI - West Texas Intermediate si attesta sui 73 dollari al barile sui livelli massimi di prezzo del 2018 e 2019

Il mercato sta anticipando una ripresa della domanda a livelli pre-COVID. Il taglio degli investimenti nel settore petrolifero sta portando molti a pensare che a partire dal 2022 ci si potrebbe trovare in una situazione di scarsa offerta. Al momento i consumi giornalieri si aggirano sui 96.5 milioni di barili al giorno [erano 99.7 nel 2019]

Prezzo petrolio WTI in America - 16 Giugno 2021


Nel corso del 2020 gli Stati Uniti sono diventati esportatori netti di petrolio per la prima volta. Le esportazioni di petrolio di produzione Americana sono stati 8.51 miliardi di barili nel 2020, mentre le importazioni sono state di 7.86 miliardi di barili, il livello più basso dal 1991. All'11 Giugno 2021 gli impianti di estrazione in America sono stati pari a 461 "rigs" [+182 rispetto al Giugno 2020]

Le esportazioni di gas naturale americano sono state di 5281 miliardi di piedi cubi nel 2020 [+13.4% rispetto al 2019 e +46% rispetto al 2018] Le esportazioni erano state di soli 1137 miliardi di piedi cubi nel 2010.

Prezzo del gas naturale in America - 16 Giugno 2021



Aggiornamento del 07 Marzo 2021

Il prezzo del WTI ha toccato i massimi dal Gennaio 2020 attestandosi oltre i $65 al barile. Le ragioni sono legate alle aspettative di aumento della domanda adesso che le vaccinazioni anti COVID sono cominciate in tutto il mondo, e al fatto che nella sua ultima riunione del 4 Marzo 2021 il consiglio dell'OPEC+ ha deciso di non aumentare l'estrazione di greggio.

La mossa ha spiazzato il mercato che invece si aspettava un aumento delle quote di estrazione [e infatti nei giorni precedenti la volatilità del prezzo era aumentata] e a seguito delle decisioni dell'OPEC+ ecco che il 4 Marzo 2021 il prezzo del WTI è salito di $6 in un solo giorno arrivando a oltre i $66 al barile.

La struttura dei prezzi dei futures sul petrolio [WTI - West Texas Intermediate] è passata in Backwardation già da oltre un mese, segno che il mercato si aspetta un aumento della domanda tale da non richiedere costi aggiuntivi di stoccaggio. In Backwardation il rollover delle posizioni sui futures in scadenza porta ad un vantaggio in quanto il rollover avviene a sconto sul future in scadenza.
 

Le previsioni di ExportUSA sull'andamento del prezzo del petrolio

Un fattore importante tipico dell'industria petrolifera da tenere a mente è legato all'importanza degli investimenti nell'attivita di tutti i giorni: dall'esplorazione alla estrazione e al trasporto del greggio. Con l'arrivo del COVID l'industria petrolifera ha immediatamente attuato un taglio degli investimenti, ovviamente. Con il tirono della domanda ci aspettiamo che anche gli investimenti riprendano. Il problema è che per arrivare alla piena operatività degli investimenti serve tempo perchè si tratta di installazioni complesse e relativamente lunghe da mettere in opera. E intanto la domanda di greggio da parte del mercato aumenterà, e, di conseguenza, aumenterà il prezzo. È nostra opinione che il prezzo possa quindi andare al di la di quello che sarebbe stato in una situazione di pari domanda prima del COVID. In questo senso guardare ai prezzi prevalenti nel 2019 può avere poco senso.

Disclosure: Sia ExportUSA come società, sia lo scrivente per suo conto personale, hanno posizioni lunghe sul WTI dal Maggio 2020.



Aggiornamento del 28 Gennaio 2021

Sul mercato si sta consolidando l'idea che il prezzo del petrolio [WTI] abbia completato il ciclo al ribasso e che per il 2021 il prezzo oscillerà tra i $50 ed i $53 al barile. La crisi da COVID19 continua e questo comprime la domanda sul mercato Americano. Ma d'altra parte sono ripartiti gli acquisti dal mercato asiatico e soprattutto dalla Cina. Inoltre si prevede una minor produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti a causa delle nuove politiche ambientali dell'Amministrazione Biden, prime tra tutte il divieto di esplorazione/estrazione sui terreni di proprietà del Governo Federale.




Aggiornamento del 4 Gennaio 2021
 

Estratto del programma di politica energetica del Presidente Biden

La politica ambientale e la transizione verso la Green Economy dell'Amministrazione Biden avrà un impatto sulla politica energetica degli Stati Uniti negli anni a venire

Nel 2021 l'Amministrazione Biden lancerà un programma di politica ambientale che entro la fine del suo primo mandato metterà gli Stati Uniti su un percorso irreversibile per raggiungere emissioni nette pari a zero in tutta l'economia entro il 2050. Come fase intermedia, il programma energetico della Presidenza Biden ridurrà l'emissione di anidride carbonica degli Stati Uniti del 50% entro il 2035.

Sono poi previsti investimenti per 400 miliardi di dollari in dieci anni per sviluppare tecnologie di energia pulita e di innovazione nell'ambito della Green Economy. Tra gli investimenti previsti nel programma energetico per gli USA è prevista anche l'installazione di oltre 500.000 nuovi punti di ricarica pubblici per auto elettriche entro la fine del 2030.

Negli anni, l'investimento nella Green Economy stimolerà una graduale sostituzione delle attuali tecnologie impiegate. Entrambi il settore pubblico e privato investiranno in nuovi macchinari, nuove tecnologie, nuove infrastrutture per facilitare la transizione verso un'economia verde. Se questa strategia funzionerà, a lungo termine il consumo di petrolio sarà ridotto.

Nel breve e medio termine non prevediamo però una riduzione dei consumi di petrolio. È probabile invece che il prezzo del petrolio rimbalzi in modo significativo nei prossimi anni per tre motivi:

  1. Recupero della domanda di petrolio dopo la recessione COVID;
  2. Minore offerta a causa di una riduzione della terra disponibile per le attività di esplorazione / estrazione petrolifera;
  3. Fornitura inferiore a causa di limiti più severi al fracking e ad altre controverse tecniche di estrazione.


 

Aggiornamento del 4 Gennaio 2021
 

Ripartono le esportazioni di gas naturale Americano nel 2021

Gli Stati Uniti hanno un enorme vantaggio di prezzo: il 31 Dicembre 2021 il future front month [settlement 27 Gennaio 2021] ha chiuso a $2.545/btu. Nello stesso periodo il prezzo sport sul mercato europeo era attorno ai $10/btu

Secondo l' EIA - Energy Information Administration nel 2021 le esportazioni di gas naturale di produzione americana raggiungeranno una media di 8.5 miliardi di piedi cubi al giorno nel 2021: con un aumento del 30%% sullo stesso periodo del 2020. Bank of America prevede che nel prossimo anno le strutture americane per l’esportazione di GNL lavoreranno quasi al massimo delle loro capacità. A Novembre 2021 le esportazioni di gas naturale verso la Cina sono aumentate del 47% e si prevede che nel 2021 anche le esportazioni di gas dagli USA al Giappone aumenteranno a seguito della transizione dal carbone verso fonti energetiche più pulite.


 

Aggiornamento del 9 Novembre 2020
 

Previsioni sulla produzione di petrolio in America. Possibili scenari per il prezzo del petrolio nel 2021

Come evolverà la produzione di greggio in America? Quando riprenderà la domanda?

Il prezzo del WTI è sceso drasticamente nel mese di Ottobre 2020 passando da un picco di $43 al barile fino a $34.50. La ragione del pratico calo del prezzo è da ricercare negli effetti sulla domanda provocati dalla seconda ondata di pandemia da COVID-19. Neppure un calo dello stock di petrolio è riuscito ad invertire la tendenza. Quali sono quindi gli scenari possibili a questo punto?

Le variabili di fondo che influenzano il prezzo del West Texas Intermediate sono:

Quindi? Come potrebbe evolversi lo scenario economico in termini di produzione e prezzo del petrolio? Noi di ExportUSA riteniamo che a partire dal 2021 dovrebbero essere pronti uno o più vaccini anti COVID e dalla metà del 2021 dovremmo assistere ad una ripresa della domanda [ricordiamo tra l'altro che la produzione industriale in Cina è già ripresa] La ripresa della domanda dovrebbe poi continuare nel 2022.

Per ciò che riguarda la produzione, invece, l'atteggiamento dell'Amministrazione Biden potrebbe portare ad una riduzione della produzione americana per via dell'opposizione di alcune delle tecniche di estrazione più esasperate, come il fracking, che spesso hanno avuto un forte impatto negativo sull'ambiente [inquinamento delle falde acquifere]

Di conseguenza, riteniamo che la combinazione dei due fenomeni dovrebbe portare ad un graduale aumento dei prezzi del petrolio nei prossimi quattro/cinque anni.


 

Aggiornamento del 30 Agosto 2020
 

Si stabilizza il prezzo del petrolio sui mercati internazionali

La riduzione della produzione di petrolio negli Stati Uniti unitamente a quella dei paesi OPEC+ ha stabilizzato la situazione

Il prezzo del WTI ha visto una tendenza al rialzo a partire da Maggio ed ora oscilla in un range tra i $41.50 e $43.50 al barile [contratti future "front month"] La pressione delle scorte sulla capacità di stoccaggio è per il momento sparita mentre pare che gli accordi raggiunti in sede OPEC+ per la limitazione della produzione stiano tenendo.

Si stanno facendo strada due ipotesi circa gli sviluppi del mercato. Da una parte c'è chi dice che fino alla seconda metà del 2021 non si vedranno significativi aumenti di domanda e quindi il prezzo rimarrà sostanzialmente confinato in range di due o tre dollari con occasionali oscillazioni temporanee.

Dall'altra parte invece c'è chi sostiene che le misure adottate per ridurre la produzione possano tradursi in un collo di bottiglia per il mercato nel momento in cui economia e produzione ripartiranno. Le conseguenze di questa visione e portano a ipotizzare un prezzo vicino ai 100 $ al barile e di qui alla fine del 2021. Il tutto è dovuto al fatto che, per motivi tecnici, molti dei pozzi di estrazione di petrolio chiusi a seguito della crisi non potranno più essere riaperti causando un problema di estrazione e di adeguamento della produzione in caso di aumento della domanda.

Nel frattempo, il numero delle stazioni di estrazione di greggio in America sono passate da 955 nel Luglio 2019 a 255 nel Luglio 2020. In pratica la chiusura dei prozzi di estrazione ha superato il 70% dei stazioni di pompaggio attive a Luglio 2019.


 

Aggiornamento del 18 Maggio 2020
 

Wti Oil Price

Profondo impatto del CoronaVirus sulla produzione petrolifera degli Stati Uniti

Il drastico calo della domanda e la tardiva reazione dell'OPEC e della Russia nel tagliare la produzione ha provocato un crollo del prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio sui mercati mondiali è sceso a tal punto che molti impianti di estrazione in America sono stati fermati perchè non era più economico continuare l'attività di estrazione. Solo dalla settimana scorsa sono emersi segni di un riequilibrio tra domanda e offerta e si può cautamente cominciare a pensare ad un recupero del prezzo del petrolio. In recupero anche i prezzi alla produzione di benzina e di altri prodotti della raffinazione del petrolio.


 

Aggiornamento del 02 Dicembre 2019
 

Gli Stati Uniti diventano esportatori netti di petrolio per la prima volta da 75 anni a questa parte

I quotidiani di tutto il mondo nelle scorse 48'ore hanno rilanciato la notizia della raggiunta indipendenza energetica da parte dell'America. Le cose non stanno proprio così. Il chiarimento di ExportUSA

Le notizie di stampa recenti davano gli Stati Uniti come esportatori netti di petrolio a Novembre 2019 per la prima volta da decenni.  In realtà le cose non sono proprio così e nell'aggiornamento di Dicembre 2019 facciamo una veloce carrellata retrospettiva storica sul mercato dell'estrazione, importazione e esportazione di petrolio degli Stati Uniti.

Verso la fine del 2005 è stato quando l'importazione di petrolio negli Stati Uniti ha raggiunto il picco: 14 milioni di barili al giorno [BDP - Barrell per Day] Negli anni a seguire le importazioni di petrolio hanno oscillato sempre tra gli 11 e i 12 MM/BPD.

Questo per ciò che riguarda il petrolio greggio. Diversa la situazione per il prodotto finito [benzina, fuel jet etc] C'era un sostanziale flusso di importazioni in America anche di prodotto finito. Il picco di è verificato nel 2008 con 3 milioni BPD. Nel 2011 tale flusso di importazioni era arrivato a zero. E dal 2016 gli Stati Uniti sono diventati esportatori netti di prodotti finiti della lavorazione del petrolio greggio con 3 milioni BPD.

Nel 2015 arriva la grande svolta: il Presidente Obama rimuove la proibizione di esportare petrolio greggio e l'America comincia ad esportare petrolio greggio oltre che i prodotti della raffinazione che già comunque esportavano.

Nel 2018 gli Stati Uniti risultavano ancora importatori netti di petrolio greggio per 5.7 milioni BPD. Nel periodo 2019 le importazioni di petrolio greggio degli USA sono state di 4 milioni BPD nel corso dei primi 10 mesi. Comunque una diminuzione rispetto alle importazioni del 2018.

Quindi, gli Stati Uniti sono esportatori netti di petrolio quando sommiamo le esportazioni di petrolio greggio e di prodotti raffinati come benzina e jet fuel. Se consideriamo il solo petrolio greggio, gli Stati Uniti sono ancora importatori netti anche se si stanno velocemente avviando all'indipendenza energetica.
 

 

Aggiornamento del 15 Luglio 2019
 

La politica energetica americana si riconferma essere l'elemento principale per realizzare gli obiettivi della politica estera americana

Le recenti dichiarazioni del Segretario dell'Energia americano Rick Perry evidenziano in maniera chiara e diretta come la politica energetica americana sia la leva principale per raggiungere gli obiettivi della politica estera americana

Se combiniamo le dichiarazioni rese dal Segretario dell'Energia Rick Perry nel corso di due eventi recenti:

CERAWeek 2019 in Houston, Texas, 11-15 Marzo 2019

 e la conferenza:

“Italia, Europa e Stati Uniti: affrontare i cambiamenti inevitabili in modo intelligente”

tenutosi presso l’Ambasciata d’Italia a Washington e organizzata da Aspen Institute Italia  agli inizi di questo mese, otteniamo un quadro chiaro degli obiettivi di politica estera americana e di come la politica energetica sia diventata lo strumento privilegiato dell'Amministrazione Trump per raggiungerli.

In questo aggiornamento di Luglio sulla politica energetica americana piuttosto che soffermarci sui dati di estrazione, produzione, esportazione di petrolio e gas naturale americano, preferiamo analizzare gli sviluppi della politica energetica negli USA in relazione agli obiettivi di politica estera americana.

Pensiamo infatti che questo sia il vero filo conduttore delle prossime mosse dell'Amministrazione Trump su molti fronti: dazi import americani, relazioni commerciali americane, accordi per la vendita di gas naturale, sanzioni americane legate a gasdotto Northstream 2 e posizione degli Stati Uniti in relazione al gasdotto TAP - Trans Atlantic Pipeline 


 

Gli ultimi sviluppi della politica energetica americana alla luce degli equilibri geopolitici futuri

L'esigenza di vendere le eccedenze di gas naturale americano si sposa benissimo con la possibilità di influenzare profondamente gli equilibri strategici con la Russia in Europa


 

L'intreccio tra la politica energetica americana e la politica estera è complesso

I punti di contatto sono molti. L'Europa deve adottare un nuovo modello e stile di negoziazione

L'obiettivo dell'America è sicuramente quello di vendere più gas naturale ed infatti il Segretario Rick Perry ha apertamente dichiarato che l'obiettivo è quello di incrementare le esportazioni di gas americano del 50% nei prossimi anni.

Al di la dell'obiettivo commerciale, gas naturale e petrolio stanno diventamdo una leva per imporre la politica estera americana in contrapposizione a quella Russa e Cinese. In questo senso, alla politica energetica si associa anche la politica commerciale americana con le richieste di aumento dei dazi sulle automobili di importazione europea ad esempio o sui prodotti alimentari.

Un altro obiettivo infatti è quello della politica agricola americana volta ad aumentare le esportazioni di prodotti agricoli americani.

Pensiamo che, in sede di negoziazione, l'Europa farebbe meglio a tenere presente l'intero quadro degli obiettivi e degli interessi americani in tema di politica estera. Negoziare la riduzione dei dazi solo per i beni industriali e macchinari escludendo i prodotti agricoli, e senza tenere presente la leva offerta dagli accordi di acquisto di gas naturale americano ad esempio, priverebbe i negoziatori europei di una grossa opportunità negoziale.


 

Aggiornamento del 05 Maggio 2019
 
 

A Febbraio, il record nella produzione si traduce in un record di esportazione per il gas naturale americano: firmati due accordi commerciali a Bruxelles. Si prevede il raddoppio delle importazioni di gas naturale americano in Europa nei prossimi anni

Sempre a Febbraio:
Calo record delle importazioni americane di petrolio, e
Per la prima volta la produzione di energie rinnovabili in America supera quella di energia prodotta dall'industria del carbone

Settimana, questa appena terminata, densa di notizie per ciô che riguarda la politica energetica americana:


 

Continua la crescita dell'economia americana

L'aumento della produzione di petrolio unitamente all'aumento delle esportazioni di gas naturale [che nel 2018 sono raddoppiate rispetto al 2017] è un altro forte elemento di sostegno di lungo periodo alla crescita dell'economia americana.

I due fenomeni combinati da una parte contribuiscono a ridurre il deficit commerciale, mentre dall'altra aumentano lo stimolo all'economia attraverso il sostegno all'occupazione, l'aumento del gettito fiscale e l'aumento di consumi privati ed investimenti in beni strumentali.


 

Aggiornamenti sull'industria del petrolio americana, sui temi dell'indipendenza energetica degli USA e sugli sviluppi della politica energetica degli Stati Uniti

Accelera l'esportazione di gas naturale dall'America alla Cina - Breve articolo di "The Medi Telegraph" sul cambio di passo nella strategia energetica della Cina che si sta riorientando dal carbone al gas naturale.


ARTICOLI CORRELATI

A leggere la stampa nazionale sembra che la notizia circa il raggiungimento dell'indipendenza energetica da parte degli USA sia una notizia di questi giorni, quasi uno scoop..
 

ExportUSA ne parla dal 2012:


data di pubblicazione originaria: 14/11/2014
Tendenza dei prezzi del petrolio in discesa negli Stati Uniti d’America ed economia in espansione


data di pubblicazione originaria: 26/02/2012
Tendenze industria petrolifera negli Stati Uniti. Politica energetica negli Stati Uniti


data di pubblicazione originaria: 26/10/2012
La scoperta di giacimenti di gas e greggio nel Midwest dà nuova linfa vitale alle raffinerie negli Stati Uniti d'America

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