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Negli Stati Uniti aumentano le vendite di bevande alcoliche grazie al boom dei ready-to-drink

Nel 2022 sarà il ready-to-drink (RDT) a trainare le vendite nel settore degli alcolici nel mercato americano

Protagonista indiscusso nel settore beverage USA del prossimo anno sarà il coktail in formato on-the-go (ma buono come al bar) forte dell’estrema fruibilità e semplicità di utilizzo

Straordinaria la performance dei ready-to-drink (cocktail pronti in lattina), esplosa in America negli ultimi due anni durante i lockdown più o meno generalizzati, che imponevano a bar e ristoranti di aprire e chiudere a intermittenza. Da quando il rito dei cocktail è uscito dai bar e il mondo si è abituato a bere fuori o a casa, il panorama dei drink in lattina ha continuato ad espandersi ben oltre la categoria degli hard seltzer. I consumatori americani stanno infatti gravitando sempre di più verso i cocktail già pronti di categoria premium, che soddisfano i requisiti di qualità, comodità e portabilità. E così le multinazionali si adeguano, ampliando il loro portafoglio prodotti a favore dei RDT alcolici, con una diversificazione di gusti e caratteristiche per seguire le nuove preferenze del consumatore. Tra gli altri troviamo lo storico brand di whiskey Jack Daniel’s che ha introdotto sul mercato americano le lattine di Jack & Cola, e Jack Honey & lemonade; Absolut Vodka con i suoi cocktail fruttati o la label Tanquery con il suo classico gin & tonic o il gin & soda con il Rangpur lime. Ha deciso di investire nel RTD anche un’azienda colossale come Diageo: 80 milioni di dollari per un regime di produzione che conta di sfornare 25 milioni di casse l’anno grazie all’apertura di due nuovi stabilimenti che sorgeranno in Illinois, e che per i nuovi lanci di RTD vedranno coinvolti brand di rilievo come Smirnoff, Ketel One e Crown Royal.

Secondo la società di analisi di mercato Marketwatch “Si stima che il mercato globale dei cocktail alcolici RTD toccherà vendite per $ 32 miliardi entro la fine del 2024”. Mentre la "Bacardi Consumer Survey 2021" annuncia che "l'80% dei consumatori americani si aspetta di bere cocktail RTD nel 2022. Un segmento del beverage che ha conquistato quote di mercato a livello internazionale, ma che si è imposto soprattutto negli Stati Uniti, anche grazie all'e-commerce. La quota di mercato degli RTD è cresciuta a 15 volte il tasso della quota di hard seltzer, secondo Drizly, piattaforma online di delivery di alcolici, che mostra quanto sia vitale per i liquori la premiumizzazione, così come la qualità e il gusto, e anche una capacità di produzione a ridotto impatto ambientale. Nuove piccole distillerie si stanno imponendo sul mercato dei RTD cavalcando il trend del consumo locale e sostenibile, come il brand messicano Cazadores, tequila realizzata al 100% con agave blu che richiede un processo di produzione articolato in sette fasi a emissioni di rifiuti zero o la micro-distilleria americana Square One Organic Spirits che realizza le sue ricette alcoliche a base di vodka utilizzando solo ingredienti locali e biologici: succhi di frutta naturali, estratti botanici e senza conservanti artificiali.

I canned coktail hanno un trend di vendita in crescita nei ristoranti e nei bar americani. Un’altra novità rispetto al passato sono state le politiche più permissive sugli alcolici attuate da inizio pandemia negli USA, che hanno dato il via libera anche a bar e ristoranti di vendere cocktail da asporto agendo a tutti gli effetti come rivenditori di alcolici da consumare al di fuori del locale. "La pandemia è stata un acceleratore per i cocktail pronti da bere, che continuano a raccogliere consensi sul mercato americano", afferma Danny Brager, analista dei dati per SipSource. Ci chiediamo quando le vendite della categoria RTD si avvicinerà a un punto di saturazione dato che tutti, dai grandi produttori alle giovani start-up, continuano a inondare il mercato americano di prodotti in tutte le versioni possibili” continua Brager. Inoltre, il rischio di uno stop delle forniture di alluminio dovute alle strozzature internazionali della supply chain possono compromettere la disponibilità di cocktail in lattina o portare a soluzioni di imballaggio alternative, come i formati in busta o bag in box.

La lattina d’alluminio anche per il vino è il formato al centro di una straordinaria crescita sul mercato americano

Il successo del vino in lattina sul mercato americano parla chiaro: gli USA rimangono il punto di riferimento anche per il segmento del canned wine (vino in lattina). Se a  livello mondiale i volumi di affari sono in continua crescita, con vendite di oltre $ 200 milioni nel 2020, come riportato da Grand View Research (società di ricerca e analisi di mercato di San Francisco), negli ultimi due anni gli Stati Uniti hanno rappresentato circa il 50% della quota di mercato, rientrando appieno nel trend di consumo di bevande ready to drink. Negli USA il fatturato è stato realizzato per il 40% attraverso la piattaforma digitale, di cui la più importante in assoluto per vendere sul mercato americano è wine.com, che si rivolge esclusivamente ai consumatori finali (in 50 stati d’America) con un giro d’affari di $ 300 milioni l’anno.

Considerando che nella voce export del vino italiano gli USA sono un mercato fondamentale, l’importanza di “svecchiare” un settore fortemente legato alla tradizione diventa cruciale, al fine di intercettare la crescente domanda di vini in lattina ready-to-drink proveniente soprattutto dalle fasce più giovani di consumatori americani, che oltre a praticità e portabilità, vanno verso valori legati alla sostenibilità, e in generale a stili di vita più salutari e informali. Per concludere è la tipologia di vino sparkling quella più diffusa sul mercato statunitense, con il 60% delle quote a volume: le stime future prevedono un rapporto stabile rispetto alle tipologie di vino fermo.

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